Giarre, tre murales per la memoria: arte e legalità nelle strade della città -
Catania
25°

Giarre, tre murales per la memoria: arte e legalità nelle strade della città

Giarre, tre murales per la memoria: arte e legalità nelle strade della città

Arte, memoria e legalità si incontrano nelle strade di Giarre con un progetto che trasforma gli spazi urbani in luoghi di riflessione e testimonianza. Sono stati inaugurati questa mattina, in piazza Don Bosco e lungo corso Sicilia, tre murales realizzati dallo street artist palermitano Igor Scalisi, famoso per i suoi grandi murales che trasformano i quartieri difficili e periferici della Sicilia in gallerie d’arte a cielo aperto.

Nelle sue opere Scalisi unisce spiritualità, iconografia sacra, memoria collettiva e impegno sociale, spesso raffigurando santi contemporanei o icone popolari con dettagli inaspettati.

Le opere rappresentate a Giarre ricordano figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata e una vittima innocente di mafia: Joe Petrosino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e il piccolo Giuseppe Di Matteo.

L’iniziativa, promossa dalla Città di Giarre nell’ambito del Mese della Cultura, presentata dalla giornalista Patrizia Tirendi, nasce con l’obiettivo di custodire la memoria e trasmettere soprattutto alle nuove generazioni i valori della legalità, attraverso il linguaggio immediato e universale dell’arte.

Tra i protagonisti delle opere c’è Joe Petrosino, nato a Padula nel 1860 e ucciso a Palermo nel 1909. Poliziotto italiano naturalizzato statunitense, fu un pioniere nella lotta contro il crimine organizzato e sviluppò tecniche investigative che hanno rappresentato un importante riferimento per le forze dell’ordine.

La memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino richiama invece una delle pagine più drammatiche della storia italiana recente. Due vite profondamente intrecciate nella lotta alla mafia, accomunate da un impegno portato avanti fino al sacrificio estremo nel 1992, anno segnato dalle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Un’altra opera è dedicata a Giuseppe Di Matteo, vittima innocente di Cosa nostra. Il giovane, appassionato di equitazione, venne rapito a soli dodici anni dopo la collaborazione con la giustizia del padre, Santino Di Matteo. Rimase ostaggio per 779 giorni e venne assassinato nel gennaio 1996, poco prima di compiere quindici anni.

All’inaugurazione era presente il sindaco di Giarre Leo Cantarella, l’amministrazione comunale, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il deputato regionale Andrea Messina, Angelo Spina, presidente della IV commissione consiliare permanente, i sindaci del comprensorio, le autorità militari, padre Russo e una rappresentanza degli alunni dei tre istituti comprensivi di Giarre e degli istituti superiori.

A questi ultimi la figlia del magistrato Paolo Borsellino, Fiammetta, oggi presente alla cerimonia, ha voluto rivolgere un messaggio: «Le mafie attecchiscono laddove lo Stato è assente. Per questo la legalità deve accompagnare ogni momento della nostra vita e noi dobbiamo essere, prima di tutto, un esempio per le nuove generazioni. Non dobbiamo tradire la fiducia dei giovani, ma seguirli, ascoltarli e offrire loro opportunità di crescita sane e positive. Le mafie si nutrono di violenza e di paura; noi dobbiamo rispondere sviluppando nei ragazzi la consapevolezza, le emozioni, la capacità di scegliere e di compiere azioni fondate sui valori della legalità e del rispetto. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito a questa iniziativa e, soprattutto, alla scuola, che svolge un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni. Il peggior nemico delle mafie è la cultura. Per questo dobbiamo investire nella cultura, nell’educazione e nella conoscenza: è attraverso questi strumenti che possiamo costruire una società più libera, consapevole e giusta».

Con i tre murales, Giarre affida così alle proprie strade un messaggio destinato a rimanere nel tempo: ricordare le vittime della mafia, valorizzare chi ha combattuto per la legalità e trasformare la memoria in uno strumento di consapevolezza per le nuove generazioni.

Potrebbero interessarti anche