È trascorso un mese dalla morte di Noemi Impellizzeri, trovata senza vita nella sua abitazione di via Circonvallazione, a Riposto. Trenta giorni dopo, il dolore della famiglia, degli amici e di quanti le hanno voluto bene resta intatto. Una ferita ancora aperta, accompagnata da interrogativi e dall’attesa per gli sviluppi delle indagini.
Ieri sera, nel giorno del trigesimo, familiari e amici si sono riuniti per ricordare Noemi con una messa in suffragio, seguita da una fiaccolata fino alla sua abitazione.
Una cerimonia semplice e raccolta, profondamente carica di emozione, alla quale hanno preso parte i familiari, gli amici più stretti e rappresentanti delle istituzioni locali. Durante la celebrazione, il sacerdote ha rivolto una preghiera a Noemi e a quanti continuano a custodirne il ricordo.
«Preghiamo perché Noemi sia avvolta nell’abbraccio della misericordia di Dio. Noemi è qui con noi con la sua anima. Grazie per essere presenti e per pregare per la sua anima, nel suo ricordo e nel suo affetto. La tua vita è stata un dono per la famiglia e per gli amici. Scusaci perché non siamo perfetti, il nostro amore per te è grande e ti ricorderemo fino al nostro ultimo giorno».
Al termine della celebrazione, fuori dalla Basilica, la mamma di Noemi ha rivolto un appello affinché sulla vicenda venga fatta piena luce.
«Chi è stato a commettere questo gesto si consegni. Non abbiamo mai creduto all’ipotesi del suicidio. Non vogliamo che ci siano altri femminicidi», ha detto la madre, dando voce al dolore della famiglia e alle domande rimaste senza risposta dal giorno della morte.
Poi la fiaccolata. Il corteo è partito dalla Basilica e, percorrendo via Gramsci, ha raggiunto via Circonvallazione. Amici e familiari, molti dei quali indossavano una maglietta bianca, hanno camminato con candele, rose bianche, girasoli e palloncini bianchi.
Un lungo e silenzioso percorso della memoria, culminato davanti alla casa di Noemi. Qui sono stati deposti fiori e accese candele. Tra i palloncini bianchi, anche uno rosso, diventato il simbolo di un dolore che chiede ascolto e di una comunità che continua a chiedere verità.
La vicenda resta al centro degli accertamenti degli investigatori. Al momento non sono state accertate in via definitiva le circostanze della morte né eventuali responsabilità.
Ieri sera, però, davanti a quella casa, non c’erano soltanto domande. C’era una comunità stretta attorno alla famiglia, unita nel ricordo di Noemi: una figlia, una sorella, un’amica e una mamma. Una donna la cui assenza, a un mese dalla sua morte, continua a pesare profondamente nel cuore di chi le ha voluto bene.





