Salvaci Swing! La rivista musicale in due atti di Alberto Asero e Salvo Troina con il Quartetto Astro, Quartetto Nighit, Nicola Bellotti e Anita Vitale, con la coreografia di Enrica Spagnolo, è stato il grande show che ci ha riportato alla musica che per tanti anni ci ha fatto sognare. Dopo l’anteprima nazionale al Metropolitan di Catania, nella splendida cornice del Teatro comunale “Falcone e Borsellino” a Zafferana Etnea, nell’ambito della rassegna “Etna in scena”, si è tenuto un grande show che riporta la musica al centro della nostra vita, tesa a farci dimenticare un triste periodo (quello della Seconda guerra mondiale) mettendo in luce la persona e la bellezza dell’arte musicale, tenendo conto della funzione captatrice della cultura post moderna.
Nel contempo, si tende a creare le condizioni per una vita più umana, che cresce con l’amore delle arti. Ed allora, la bellezza e l’eleganza, la sobrietà della manifestazione porta con sé il soffio della libertà, specie nelle condizioni umane più degradate, e soprattutto, chi ha sofferto l’oppressione della dittatura, avverte anche il richiamo della gradevolezza musicale, pensando che l’induzione artistica possa sostenere l’essere umano, pur nella sua “disumanità”.
Lo swing è un genere musicale nato negli anni Venti dello scorso secolo, evolvendosi fino a divenire un genere ben definito, nel 1935, negli Stati Uniti d’America. Si distingue per un caratteristico movimento della sezione ritmica e per un tipo di esecuzione delle note, con un ritmo “saltellante” accostato spesso ai balli frenetici.
Il musical portato in scena a Zafferana, ha raccontato la storia dello swing italiano, ed è stato realizzato da Alberto Asero e Salvo Troina, basato sui successi dello swing dal Quartetto Cetra a Sergio Caputo. “Salvaci Swing”, oggi, è il grande show che ha riportato la musica a farci sognare, come ai primi tempi della radio, ravvivando le canzoni per bambini nati negli anni Venti, e, con il tempo, diventato un genere ben definito. Nel suo percorso storico viene ricordato il celebre brano “Dove andranno a finire i palloncini”, canzone dedicata ai piccolissimi bimbi.
A Zafferana Etnea ne è scaturito uno spettacolo ben orchestrato nei suoi dettagli, ricco di arrangiamenti raffinati, con tanti momenti di introspezione psicologica ed una forte potenza evocativa, con una scaletta ricca di contenuti musicali accompagnati dalla Randy Jazz Orchestra, diretta dal maestro Daniele Zappalà. Le coreografie sono state curate da Erika Spagnolo; i costumi sono stati curati da Rosy Bellomia; la direttrice di scena, Mimma Giuffrida, ha coordinato l’avvicendarsi di ben 32 artisti tra cantanti, ballerini e musicisti. Il tutto si è concluso con un lungo e caloroso applauso finale del pubblico.
Anna Fichera







