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Giarre, si riaccende il dibattito sugli eventi in piazza Duomo

Giarre, si riaccende il dibattito sugli eventi in piazza Duomo

Non si può valutare il successo degli eventi pubblici solo in base al numero dei presenti, occorre guardare anche alla qualità dell’evento. Le manifestazioni dovrebbero essere distribuite su tutto il territorio comunale e non solo in piazza Duomo. E poi un regolamento per l’uso della piazza darebbe regole certe per tutti. Sono alcune delle riflessioni del presidente dell’associazione Articolo 1, Alfredo D’Urso, in un intervento sull’utilizzo di piazza Duomo che riportiamo.

“Nei giorni scorsi si è aperto un dibattito di merito, a seguito di una nota sui social del giornalista Mario Pafumi, sull’utilizzo della piazza Duomo di Giarre per manifestazioni ed eventi, sul quale, ragionando un po’ a mente fredda, anch’io voglio dare il mio contributo. Anche perché sono stato tra i primi, se non il primo, a criticare il cattivo andazzo di utilizzare Piazza Duomo per manifestazioni di dubbio gusto, trasformandola, come scrissi nel marzo 2023, «in una sorta di suk arabo dove si vende di tutto».

Fa piacere constatare che, da allora, la soglia di attenzione sulla qualità delle manifestazioni si sia almeno in parte alzata, così come quella riservata al decoro e alla pulizia della piazza. Ma questo non esaurisce la questione. Occorre chiedersi perché si organizzano le manifestazioni e perché si sceglie piazza Duomo.

Piazza Duomo è sempre stata il cuore della vita politica, culturale e civile di Giarre ed è quindi naturale che rimanga la sede privilegiata degli eventi di particolare rilievo. Tuttavia, riempirla di spettatori, se da un lato gratifica comprensibilmente chi organizza, dall’altro determina problemi di mobilità, traffico, inquinamento acustico e ambientale e continua a lasciare ai margini le periferie, le frazioni e le piazze minori, anch’esse meritevoli di attenzione.

Gli eventi pubblici non possono essere valutati soltanto in base al numero delle presenze o all’indotto economico prodotto. Dovrebbero offrire alla città occasioni di qualità, capaci di alimentare il dibattito culturale e la crescita della comunità, senza essere necessariamente elitari: possono avere, anzi, un carattere autenticamente popolare e portare un indotto economico.

La questione centrale diventa allora quella della programmazione: stabilire quali manifestazioni realizzare e distribuirle sull’intero territorio comunale, valorizzando anche le frazioni e le piccole piazze. Parallelamente, occorre riprendere e approvare il regolamento per l’utilizzo di piazza Duomo, proposto in passato e poi, se non ricordo male, ritirato o comunque mai discusso, probabilmente per evitare che il tema provocasse divisioni all’interno della maggioranza.

Un’ultima proposta, evidentemente rivolta alla prossima Amministrazione: perché continuare a tenere separati gli assessorati alla Cultura e allo Spettacolo? Il loro accorpamento consentirebbe di ricondurre entrambe le competenze a un’unica visione amministrativa e di costruire una programmazione organica, nella quale gli eventi non siano episodi occasionali, ma parte di una vera politica culturale per la città”.

Alfredo D’Urso – Presidente Associazione Politico culturale Articolo uno

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