Nei giorni scorsi, nella Sala della Colonna di Palazzo Cagnone, a Francavilla di Sicilia, è stata inaugurata “Emergere”, mostra personale dell’artista Irene Spadaro, pittrice e scultrice. L’esposizione presenta una selezione delle sue opere, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere il suo percorso creativo e la sua ricerca espressiva.
La presentazione dell’evento è stata affidata a Filippo Zullo, con la partecipazione del prof. Francesco Consalvo, ex docente di storia dell’arte e maestro ceramista, e di artisti locali, tra cui il pittore francavillese Roberto Fradale.
L’evento, accolto da una buona partecipazione di pubblico, costituisce un’importante occasione culturale per il territorio, valorizzando il patrimonio artistico locale e gli spazi storici che lo ospitano.
Irene Spadaro, 21 anni, si avvicina all’arte fin dall’infanzia, coltivando nel tempo un interesse che ha poi orientato il suo percorso formativo. Dopo gli studi al liceo artistico, l’artista ha proseguito la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove è attualmente iscritta. Durante il percorso di studi, Spadaro sta maturando una ricerca personale fondata su sperimentazione e approfondimento, volta a definire un linguaggio espressivo sempre più riconoscibile. Le opere esposte documentano questa fase di crescita e offrono una sintesi del percorso artistico che l’autrice sta costruendo.
Al centro della sua ricerca si colloca un’indagine introspettiva, nella quale la costruzione dell’immagine diventa mezzo per rappresentare tensione, instabilità e senso di sospensione. Le opere si articolano attraverso “stratificazioni e interferenze, dove le figure emergono già dentro una condizione di blocco”.
Il tema della “trappola”, ricorrente nel lavoro dell’artista, viene presentato non solo come elemento esterno, ma anche come condizione interiore che si riflette nel rapporto con il contesto sociale. Il riferimento è alle dinamiche relazionali, alle difficoltà di realizzazione personale e alle tensioni più ampie del presente.
L’intento è rendere visibile questa percezione senza offrirne una definizione univoca, lasciando allo spettatore la possibilità di riconoscere nelle opere una forma di fragilità o di immobilità.
La ricerca di Spadaro, già approdata nel 2025 a Ostia Lido presso Artheka 32 e alla fiera annuale “World Art Dubai” a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, guarda in particolare all’arte contemporanea e alle pratiche in cui processo e materia contribuiscono in modo determinante alla “costruzione del significato, più che la rappresentazione in sé”. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 30 luglio.
Luigi Lo Presti









