Un confronto sulla formazione e sulla dispersione scolastica in Sicilia -
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Un confronto sulla formazione e sulla dispersione scolastica in Sicilia

Un confronto sulla formazione e sulla dispersione scolastica in Sicilia

Formazione, la Sicilia tra le regioni con livelli più alti di dispersione scolastica, ma bene per l’investimento del Pnrr nel “Sistema duale”, dove si piazza al secondo posto per performance realizzativa solo dopo la Lombardia.

Se ne è discusso durante il convegno di Assofor sulla formazione che ha visto la partecipazione tra gli altri,
del sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Durigon, del vicepresidente della Regione siciliana, Sammartino, e dell’assessore dell’Istruzione, Turano.

La Sicilia si conferma tra le regioni italiane con i livelli più alti di dispersione scolastica, il tasso di abbandono precoce raggiunge infatti il 19,4%, il valore più elevato a livello nazionale, a fronte dell’11% nel nord e del 16,3% nelle altre regioni del Mezzogiorno.

E’ quanto è emerso nel corso del convegno organizzato dal presidente di Assofor, Antonio Oliveri, e patrocinato dagli assessorati regionali dell’Istruzione e della Formazione e del Lavoro, della Famiglia e delle Politiche Sociali, che si è svolto nel Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche, dell’esercizio fisico e della formazione dell’Università di Palermo, in Viale delle scienze, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Claudio Durigon, del vicepresidente della Regione siciliana, Luca Sammartino, dell’assessore dell’Istruzione e della Formazione professionale, Girolamo Turano, e dei deputati regionali Giuseppe Lombardo, Fabrizio Ferrara, Valentina Chinnici, Ismaele La Vardera, Danilo Lo Giudice e il Dirigente Generale del Dipartimento dell’Istruzione, Vincenzo Cusumano, il direttore generale del Dipartimento Lavoro e ad interim del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali e Rossana Signorino, Dirigente Generale del Dipartimento Formazione Professionale.

Buone notizie invece arrivano per quanto riguarda l’investimento del Pnrr nel “Sistema duale” che ha visto la Regione Siciliana protagonista assoluta in Italia, piazzandosi per performance realizzativa seconda solo dopo la Lombardia. “Il target assegnato alla Regione Siciliana era la realizzazione di 10.297 percorsi individuali dicorsi IeFP (Istruzione e Formazione Professionale – ha spiegato Andrea Simoncini, dirigente per la Formazione e Politiche attive del Lavoro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali- e se ne sono monitorati a fine PNRR 19.388. La Regione ha quasi raddoppiato il target assegnato ed ha contribuito per il 21,55% al raggiungimento del target minimo nazionale fissato a 90.000 percorsi”.

Prima del convegno è stato presentato il volume dal titolo “Didattica orientativa e ricerca educativa” realizzato con il contributo di Giuseppa Cappuccio, professore ordinario di Pedagogia sperimentale e Docimologia di Giuseppa Compagno, professore associato di didattica e pedagogia speciale, Martina Albanese ricercatrice di pedagogia sperimentale e Docimologia, Elisabetta Fiorello, dottorato in Half promotion and cognitive Science. “Occorre riflettere -ha spiegato Oliveri- e mettere attorno ad un tavolo tutti i protagonisti della filiera formativa, politici e tecnici del settore e discutete sulle sfide e il futuro della formazione.

L’orientamento riguarda sia la scelta del percorso di studi sia gli indirizzi nel mondo del lavoro, ma -se saputo usare- coinvolge tutti gli aspetti della vita dell’individuo. Per questo ho voluto promuovere questo incontro perché è un argomento di cui bisogna prendere coscienza, in quanto spesso si parla di distanza tra domanda e offerta di lavoro, ma non si potenziano e applicano gli strumenti che possono aiutare ad annullarla o ridurla. L’orientamento è lo strumento principe in termini di informazione corretta e in grado di dare consapevolezza all’individuo su quale può essere il percorso utile e che produce risultati occupazionali. I nostri destinatari non sono solo i giovani ma anche le istituzioni, la scuola e l’università e bisogna fare squadra tutti insieme “.

“Il Fondo sociale europeo oggi – ha detto il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino – ci dà la grande opportunità di portare dentro le aule l’evoluzione del mercato del lavoro: la formazione professionale è orientata all’inserimento in tale mercato, soprattutto nelle nuove figure che oggi vengono richieste. È utile investire negli strumenti in grado orientare correttamente i cittadini. Siamo alle porte dell’intelligenza artificiale: il mercato del lavoro cambia quotidianamente le abitudini di vita del nostro settore produttivo ed è importante investire non solo nelle nuove tecnologie, ma nel recupero delle risorse umane che sono indispensabili affinché le nostre società possano crescere con i valori e la prospettiva di una terra che continui a produrre. Abbiamo messo su un protocollo di intesa con il dipartimento di prevenzione delle carceri minorili siciliane per dare una prospettiva ai ragazzi, che oggi vedono nella formazione professionale un fattore di inserimento nel mercato del lavoro: il dialogo tra istituzioni vince quando da entrambe le parti c’è voglia di costruire una Sicilia diversa”.

Negli ultimi quattro anni – ha aggiunto l’assessore regionale dell’Istruzione Mimmo Turano- il governo Schifani ha investito oltre 376 milioni nella formazione professionale per i corsi destinati a disoccupati, inoccupati e inattivi. Con il nuovo avviso 1/2026 per la costituzione del catalogo regionale dell’offerta formativa, puntiamo a finanziare direttamente la domanda, collegando i corsi a concrete opportunità di lavoro grazie alla collaborazione con le imprese, in linea con il protocollo di intesa tra la Regione Siciliana, Confindustria ed Ance». «Sul fronte scolastico – ha sottolineato – la dispersione è in calo: gli ultimi dati dell’Usr per la Sicilia ci indicano che la dispersione è diminuita passando dal 4,55% del 2021-2022 al 2,20% nel 2024-2025. In particolare nella fascia 14 e i 18 anni oggi si attesta al 4,54%». 
«Dalla prossima settimana – ha annunciato Turano- – avvierò un ciclo di incontri con i provveditori provinciali e le 65 scuole della Sicilia, in cui si registrano percentuali più elevate rispetto alla media regionale, per attuare interventi mirati e calibrati sulle esigenze delle scuole per ridurre ulteriormente il fenomeno”.

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