A settembre 2025, gli italiani hanno superato 43 milioni di ore sulle piattaforme video a pagamento. Mentre lo streaming ormai si è normalizzato, anche il gaming inizia a spopolare. Il mercato dei videogiochi, infatti, ha chiuso il 2024 a 2,4 miliardi di euro in Italia.
Oggi l’intrattenimento è a portata di mano. È un click sul telecomando, un tap sul telefono, una partita avviata dal browser o da un’app, senza dover installare nulla. E la cosa interessante è che non ci sono solo le serie TV, i contenuti e i giochi ormai sono sempre disponibili, su qualsiasi schermo. La comodità ha vinto e il cloud è l’infrastruttura invisibile che tiene insieme tutto. Dentro ci trovi di tutto: film, live sport, musica, videogiochi, contenuti social e, sempre più spesso, esperienze interattive che prima erano legate a un posto o a un dispositivo specifico.
Non solo serie e videogiochi: anche il gambling entra nel menu digitale
Non ci sono solo Netflix e i videogiochi. In Italia il pubblico videoludico è enorme, 14 milioni di videogiocatori, circa 1 italiano su 3. E non è un hobby sporadico, il 68% gioca almeno una volta a settimana. Ci sono piattaforme come https://fresh-betcasino.net/it/ che sono accessibili in qualunque momento da pc e da mobile e sulle quali trovi centinaia di titoli pensati per ogni momento della giornata. I giochi dei casinò online si sposano bene con i ritmi della vita moderna, tra una pausa e l’altra c’è sempre lo spazio per fare una partita al volo.
Vale la pena guardare anche alle dimensioni del settore: nel 2024 la raccolta complessiva dei giochi in Italia è stata di 157,4 miliardi e la spesa lorda è arrivata a circa 23 miliardi, con un +11% su base annua. Nel primo trimestre 2025 la raccolta è cresciuta leggermente (+2%), trainata dal gioco online, indicato in aumento del +10% rispetto al primo trimestre 2024.
Lo streaming non è più una nicchia, e i numeri italiani lo raccontano bene
Se fino a qualche anno fa lo streaming sembrava un’alternativa, oggi è semplicemente una delle strade principali. A settembre 2025 le VOD a pagamento hanno raggiunto 15,7 milioni di utenti unici:
- Netflix era intorno a 8,3 milioni,
- Prime Video a 7,2 milioni,
- Disney+ a 3,7 milioni,
- DAZN a 2,3 milioni.
Il punto, però, non è solo quante persone entrano sulle piattaforme, ma quanto tempo ci restano. AGCOM parla di più di 43 milioni di ore complessive sui servizi a pagamento nel solo mese di settembre 2025. Quindi, lo streaming ormai è una parte stabile della dieta mediatica.
Cloud gaming: giocare ovunque senza aggiornare il PC
Nel gaming sta succedendo qualcosa di simile, invece di scaricare tutto sul dispositivo, sempre più spesso ti colleghi e giochi. Il cloud gaming sposta la potenza di calcolo sui server remoti. Tu mandi i comandi, ti torna il video in streaming, come se stessi guardando una diretta, ma interattiva.
Perché piace? Perché abbassa di parecchio la fatica d’ingresso. Non devi per forza avere l’ultimo PC da gaming, né una console nuova appena uscita. Nel 2025 Microsoft ha indicato un aumento del 45% delle ore di gioco in cloud su console e del 24% su altri dispositivi, un segnale chiaro che l’uso sta crescendo.
Ovviamente, serve una connessione decente e stabile. Per GeForce NOW, per esempio, si parla di raccomandazioni che vanno da 15 Mbps per i profili più leggeri fino a 65 Mbps per le esperienze molto spinte, con una connessione via cavo o Wi-Fi a 5 GHz consigliata per ridurre l’instabilità.
La rete conta più della console e i consumi dati continuano a salire
Quando tutto passa da internet, la rete diventa il vero elettrodomestico centrale della casa. E i dati confermano che l’uso sta salendo. Nel primo semestre 2025, AGCOM rileva che il traffico medio giornaliero per linea broadband è arrivato a 10,07 GB al giorno, con un +40,2% rispetto al 2021.
Anche sul mobile la connessione è fondamentale. Sempre AGCOM stima un consumo medio giornaliero di circa 0,94 GB per SIM human, con una crescita del 12,2% su base annua e addirittura oltre il +113% rispetto al 2021.
Perché ormai l’intrattenimento vive nel cloud
Se metti insieme streaming, cloud gaming e tutte le altre forme di divertimento digitale, esce una foto abbastanza chiara: oggi paghi soprattutto la comodità. Comodità di accesso, di scelta e di continuità tra schermi diversi. E l’Italia è un Paese sempre più connesso, il Censis indica che il 90,1% degli italiani usa internet e l’89,3% usa lo smartphone, mentre la TV resta molto diffusa al 94,1%. Non è un “o l’uno o l’altro”, è un mix, ma con sempre più pezzi che passano dal web.
Serie, sport, musica e giochi diventano servizi. E quando ci fai l’abitudine, tornare indietro diventa faticoso perché ti abitui a una grande comodità che ti svolta la vita.







