Giarre, relazione del Sindaco: scontro in aula tra Spitaleri e Musumeci. Per Primavera occorre una nuova Giunta. Di Grazia critico. Barbagallo demolisce il programma -
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Giarre, relazione del Sindaco: scontro in aula tra Spitaleri e Musumeci. Per Primavera occorre una nuova Giunta. Di Grazia critico. Barbagallo demolisce il programma

Giarre, relazione del Sindaco: scontro in aula tra Spitaleri e Musumeci. Per Primavera occorre una nuova Giunta. Di Grazia critico. Barbagallo demolisce il programma

Un dibattito acceso, con toni da campagna elettorale e accuse trasversali, ha infiammato il Consiglio Comunale di Giarre di giovedì sera durante la discussione della relazione annuale del sindaco Leonardo Cantarella. L’aula ha assistito a oltre tre ore di interventi, distinguo, critiche e colpi di scena politici, in quello che è stato forse uno dei consigli più densi degli ultimi mesi.

Il clima è apparso subito incandescente, tra una maggioranza sempre più divisa e un’opposizione rinvigorita.

A rompere gli indugi ci ha pensato il consigliere Santo Primavera, tra i pochi a spendere parole di appoggio per il sindaco: «Cantarella è stato un parafulmine – ha dichiarato – ha assorbito le colpe di tutti. Ora serve una giunta nuova, all’altezza, per rilanciare l’azione amministrativa. Ma lui ha fatto bene a dichiarare che si ricandiderà». Poi ha proseguito dicendo «che per colpa della gestione odierna le posizioni organizzative hanno ricevuto le liquidazioni degli obiettivi senza aver prodotto la relazione sul lavoro svolto»

A ruota, il consigliere Raffaele Musumeci ha lanciato un attacco, seppur velato, a Tania Spitaleri, ex assessore oggi all’opposizione: «C’è chi oggi si ripulisce posizionandosi all’opposizione dopo essere stato parte integrante della macchina amministrativa», ha dichiarato, scatenando la replica immediata della diretta interessata.

Tania Spitaleri, con tono fermo, ha ribattuto: «Io ho letto la relazione del sindaco e ci ho trovato cose grottesche. Ci sono assessori che si vantano di aver firmato ferie ai dipendenti, steso bitume e posato pavimenti in PVC. Tutto questo è surreale. Io ho fatto una scelta chiara, netta, e sono passata all’opposizione. Musumeci, invece, resta in maggioranza, tesse e disfa, tirando la giacca al sindaco come una mina vagante».

Intervento critico anche per il Consigliere Di Grazia che ha posto l’accento su diversi aspetti della relazione primo fra tutti « i costi di gestione della raccolta differenziata e soprattutto la mancata gara a due anni dalla scadenza e la necessità di una nuova proroga ed il ritardo atavico nel recuperare i canoni non versati da affittuari di case popolari e dei capannoni della zona artigianale» specificando inoltre che in altri Comuni il ritardo o la mancata riscossione era tra i motivi fondativi degli scioglimenti e commissariamento.

Critico anche il Consigliere di opposizione Strazzeri che ha rimarcato la necessità di chiarire i costi abnormi delle bollette Enel e di fare di più per l’ampliamento del cimitero ormai al collasso con feretri che attendono da mesi la sepoltura.

Anche il presidente del Consiglio, Giovanni Barbagallo, è sceso dallo scranno ed è intervenuto come consigliere. Il suo intervento è stato una vera e propria radiografia impietosa del programma elettorale del 2021, punto per punto, mettendone in luce le promesse mancate.

«Non solo il programma non è stato rispettato – ha affermato Barbagallo – ma l’ente è stato addirittura sanzionato con il taglio dei trasferimenti regionali a causa della mancata relazione del sindaco, che è un preciso obbligo di legge». Un riferimento diretto alla recente trattenuta da parte della Regione Siciliana di circa 80mila euro, per mancata relazione annuale.

In aula, infine, è emerso il nervosismo latente in una maggioranza sfilacciata, incapace di parlare con una sola voce. Una frattura che, a più di un anno dalle prossime elezioni, potrebbe allargarsi ulteriormente.

La seduta non ha solo illustrato una relazione, ma fotografato un’amministrazione in affanno, un sindaco isolato, e un consiglio comunale che somiglia sempre più a un’arena pre-elettorale.

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