Doveva partire con l’inizio dell’anno scolastico e garantire un sostegno indispensabile agli alunni con disabilità, ma anche quest’anno il servizio Asacom (Assistenza alla Comunicazione e all’Autonomia) è partito in ritardo e con un monte ore fortemente ridotto. Una situazione che sta generando profonda preoccupazione tra i genitori e negli ambienti scolastici, dove l’inclusione rischia di rimanere solo una parola vuota.
Il servizio Asacom prevede la presenza di assistenti specializzati per favorire l’integrazione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità sensoriali, motorie o cognitive. Figure professionali fondamentali per accompagnare l’alunno nel percorso educativo quotidiano, aiutandolo a comunicare, orientarsi, apprendere e vivere la scuola in modo pieno e dignitoso.
Tuttavia, a Giarre, l’avvio del servizio è arrivato con ritardo, e ora che è partito, i genitori denunciano una copertura oraria del tutto insufficiente rispetto alle reali necessità dei bambini.
“È assurdo che ogni anno si ripresenti la stessa situazione. Le ore assegnate sono pochissime, alcuni bambini ricevono solo un paio d’ore mentre da PEI (Piano educativo individualizzato) ne servirebbero di più per garantire un supporto adeguato” racconta una mamma esasperata.
Il ritardo non è solo una questione organizzativa: incide pesantemente sul diritto allo studio e mette in difficoltà anche i docenti di sostegno, spesso lasciati soli nella gestione di casi complessi.
Le famiglie, ora, chiedono al Comune maggiore impegno e trasparenza sulla gestione del servizio, che coinvolge una fascia estremamente fragile della popolazione scolastica. E soprattutto, invocano un cambio di passo: l’assistenza non può essere un lusso da centellinare, ma un diritto da garantire con tempestività e dignità.




