Un supplizio inopportuno, soprattutto per chi è anziano ed ha problemi di salute, le inefficienze della burocrazia, quando i servizi dello Stato dovrebbero invece agevolare chi si trova in difficoltà.
A Randazzo i ritardi del servizio sanitario sono stati più forte delle forze del signor Guido, lo chiameremo così, 65 anni, che ci ha raccontato la sua storia.
“Malgrado faccia di tutto per poter superare gli ostacoli relativi al mio stato di salute – ci racconta – non riesco a superare gli ostacoli burocratici che il Servizio sanitario nazionale (ma soprattutto l’Asp di Catania) creano ai cittadini”.
Guido, da oltre 10 anni, soffre di diabete; con il passare degli anni si sono aggiunte altre altre patologie: cuore, fatica respiratoria, aumento dei valori glicemici, eccetera.
La sua diabetologa gli aveva prescritto dei presidi sanitari “Free-Style”, dispositivi che danno avvisi di allarme quando l’andamento del diabete non è regolare. Guido ha fatto autorizzare la pratica presso gli uffici Asp del Pta di Randazzo, per poter ritirare i presidi nella farmacia ospedaliera di Bronte. La fornitura consiste in due tranche, una ogni 6 mesi, di 13 dispositivi l’una, per un totale di 26 dispositivi l’anno.
“I primi 13 dispositivi – racconta Guido – li dovevo ritirare nella farmacia ospedaliera di Bronte, dove mi sono recato il 7 dicembre scorso. “Purtroppo”, questo è l’avverbio che il dipendente ha usato, non hanno potuto consegnarmi tutti i dispositivi perché, essendo già fine anno, la fornitura volgeva al termine. Pertanto, mi sono stati consegnati solo due dispositivi, validi per soli 28 giorni. E vengo invitato a tornare il primo mercoledì di gennaio per ritirare la rimante parte”.
La farmacia è aperta al pubblico solo un giorno la settimana, il mercoledì, dalle 9 alle 13 e serve un comprensorio di circa 40.000 abitanti.
“Mercoledì 4 gennaio – continua Guido – mi reco presso l’Ospedale di Bronte e, così come la prima volta, sono costretto ad un’attesa di oltre due ore e mezza, in piedi, perché non esiste neanche uno sgabello per potersi sedere, manca anche un elimina code (pertanto si deve far fede al buon senso l’uno dell’altro, fermo restando che i furbetti sono sempre in agguato). Giunto il mio turno, mi sento ripetere che non mi avrebbero consegnato tutta la restante parte dei dispositivi, così prescritto, bensì sarei dovuto ritornare ancora in seguito”.
Guido non abita a Bronte ma a Randazzo, andata e ritorno sono circa 40 km; oltre ai costi c’è da considerare anche il rischio di mettersi in strada. Se non hai chi ti accompagna, hai patologie, a una certa età, vale la pena rischiare facendo tanti viaggi?
“Onde evitare discussioni inutili – prosegue Guido – ho preferito rinunciare al ritiro dei presidi utili per il mio controllo, rinunciando a tutti i controlli e le cure per le mie patologie. Auspico che questa mia forma di protesta sia presa in seria considerazione da parte dei superiori organi e che tale mia istanza possa quindi tornare utile a migliorare i servizi offerti. Invito l’Asp Catania ad intervenire il prima possibile, al fine di poter risolvere questo increscioso inconveniente. Invito inoltre il sindaco di Randazzo affinché si faccia promotore perchè sia dislocato presso il Pta di Randazzo (o presso le farmacie della città) un punto di ritiro dei farmaci ed eventuali dispositivi, affinché i cittadini randazzesi non siano più costretti a pellegrinare verso Bronte per ogni necessità. Mi riferisco, in particolar modo, alle persone più anziane con patologie molto più serie e complicate di quella mia. Sarò sicuramente e solamente deriso ma questa mia protesta vuole essere di riflesso la protesta di tutti quei pazienti, che quotidianamente subiscono torti e angherie da parte di chi invece dovrebbe coadiuvare l’assistito”.






