Ancora tensioni e vistose contrapposizioni politiche stanno caratterizzando il corso della nuova governance del Gal Terre dell’Etna. La sala consiliare del Comune di Zafferana ha ospitato la movimentata assemblea del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara convocata su richiesta di oltre un quinto dei soci con all’ordine del giorno la revoca della governance per il triennio 2022-2024, invalidando l’elezione delle varie figure di vertice del Gal, avvenuta il 20 maggio scorso a Pedara.
La proposta è stata ammessa all’ordine del giorno e, dopo un breve dibattito, è stata poi messa ai voti, nel pieno rispetto del regolamento statutario. Tuttavia non è stato raggiunto il quorum previsto per la sua validità, ovvero il raggiungimento dell’assoluta maggioranza dei soci presenti.
Il quorum deliberativo era di 42 voti, ma la mozione di sfiducia del direttivo è stata votata da 40 soci presenti. Quindi è stata rigettata in ossequio a quanto previsto dallo statuto del Gal. Il presidente del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara, Ignazio Puglisi (sindaco di Piedimonte Etneo) afferma di “avere svolto tutte le procedure nel pieno rispetto delle regole statutarie e soprattutto nella totale trasparenza. E’ ferma intenzione a questo punto proseguire nella attività del Cda del Gal, nell’esclusivo interesse dei soci pubblici e privati e dei rappresenti del territorio di competenza”.
E sull’esito del voto, il sindaco di Randazzo Francesco Sgroi, socio del Gal si è detto contrariato confermando l’illegittimità delle procedure: “una delibera assembleare invalida in quanto adottata in palese violazione del principio di democraticità e di diverse norme del codice civile, dello statuto e del regolamento del Gal. Auspicavamo in un qualche ravvedimento da parte dell’attuale minoranza, incredibilmente arroccatasi a difesa di una delibera invalida cui si sarebbe potuto porre rimedio non solo per scongiurare le vie legali ed evitare un aggravio di spese a carico della società. Altro non ci resta che impugnare, nelle opportune sedi, entrambe le delibere assembleari ove verranno senz’altro accertate le nostre ragioni e ristabilita la legalità”.
L’amministratore delegato del Gal, Piero Mangano, ribatte affermando che “il Consiglio Direttivo eletto in una regolare assemblea ha retto alle sollecitazioni assestategli da precise fazioni politiche con a capo i sindaci di Randazzo Sgroi e di Mascali, Messina; una compagine sociale prima di chiedere di votare una delibera avrebbe dovuto computare i voti di cui dispone, tuttavia è probabile che alcuni dei soggetti coinvolti, si siano sganciati, facendo saltare i calcoli sulle maggioranze.
Il Consiglio Direttivo in carica – legittimamente eletto – investito della richiesta, con grande dignità e senso di responsabilità – rimarca ancora Piero Mangano – ha tempestivamente convocato l’Assemblea per discutere il punto così come avanzato da una squadra di Sindaci e di soci privati, rigorosamente guidati dal Sindaco di Randazzo Franceso Sgroi, e per quanto risulta anche dal Sindaco di Mascali, Luigi Messina, primo firmatario di un duro documento.
Tali soggetti motivano le iniziative intraprese, imputando agli attuali amministratori il mancato rispetto di determinate norme, non foss’altro che gli stessi risultano essere candidati alle elezioni regionali”.







