Riposto, beccati a imbrattare il porto. Pesanti sanzioni della Guardia Costiera -
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Riposto, beccati a imbrattare il porto. Pesanti sanzioni della Guardia Costiera

Riposto, beccati a imbrattare il porto. Pesanti sanzioni della Guardia Costiera

La Guardia Costiera ha intensificato le attività di monitoraggio, attraverso il sistema di video sorveglianza, accertando diverse violazioni della normativa ambientale con grave danno anche per il decoro e per le condizioni igienico sanitarie del porto.

L’attenta visione  delle immagini ha consentito di identificare numerosi soggetti, per lo più pescatori,  ripresi dalle telecamere  mettendo nelle condizioni la Guardia Costiera di procedere con l’elevazione di pesanti sanzioni amministrative per un totale, solo nell’ultima settimana, di circa 1500 euro.

Infatti i militari hanno accertato che alcune persone, dopo aver consumato il proprio pasto sulla passeggiata del porto, abbandonavano tranquillamente i propri scarti per terra (bottiglie di birra, cartoni della pizza, sacchetti di carta, plastiche) contribuendo alla formazione di piccoli cumuli di rifiuti e microrifiuti, danneggiando il decoro del porto e costituiscono un serio pericolo di inquinamento. Altri, invece, sono stati sorpresi mentre, dopo aver esercitato abusivamente la pesca in porto, lasciavano i loro rifiuti direttamente sulla banchina, legando i sacchetti in corrispondenza del trespolo antincendio che affaccia sullo specchio acqueo.

“Il porto di Riposto – sottolinea il Comandante della Guardia Costiera, Francesca Natale  – è ambiente di vita e di lavoro e ,come tale, merita rispetto soprattutto da chi lo vive come punto di aggregazione e svago. L’abbandono di rifiuti e micro rifiuti, oltre a danneggiare il decoro di un luogo pubblico vissuto e riconosciuto dalla collettività, rappresenta un serio pericolo di inquinamento del vicino mare. Per questo motivo continueranno serrati controlli, volti alla identificazione dei trasgressori, nella speranza che non sia solo l’attività repressiva a far riflettere ma soprattutto la consapevolezza del danno che questi soggetti creano all’ambiente e al proprio territorio.”

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