Lo scorso 8 marzo presso la CGIL di Catania è stato inaugurato un Centro ascolto dedicato alle donne. Il Centro si chiama “Elvira Colosi”. Mi emoziona scrivere questo nome perché ho conosciuto Elvira, dell’età di madre, all’inizio degli anni ottanta, quando pensavo che la pratica delle lotte delle donne appartenesse solo alle giovani.
Conoscere Elvira è stata un’esperienza indimenticabile. Era dolce, elegante nella persona e nel fare, la sua determinatezza ed il suo impegno non davano il senso del presenzialismo e della frenesia. Figlia di un noto antifascista catanese, Salvatore Colosi, è stata, fino all’età di oltre ottanta anni, impegnata sulle politiche delle donne.
Se oggi l’UDI di Catania, Unione Donne Italiane, continua ad essere una realtà di donne, lo è soprattutto grazie a lei. Mi ricordo un incontro a casa sua di qualche anno fa, insieme ad altre donne, a progettare una politica femminile sul territorio. Dedicare a lei il centro ascolto da parte delle donne del sindacato CGIL, dove Elvira è stata anche impegnata, è stato un fatto naturale ed immediato.
Del centro ascolto ne parlo con la giovane sindacalista Concetta La Rosa. La costituzione del centro donna della Cgil, mi dice, rappresenta un presidio di democrazia e di legalità perché non esiste democrazia se non si costruisce una democrazia paritaria, non esiste legalità se viene negata la liberta delle donne, con forme di sottomissione disparate, dal far tacere una donna con rimbrotti o mortificazioni o nella sua manifestazione più acuta con violenza fisica.
Questo progetto ha anche la ferma convinzione che il sistema pubblico può e deve svolgere un ruolo intervenendo negli aspetti legati a necessità di supporto psicologico e non solo. Si pensa, ad esempio, ai consultori ed anche ad una rete legale per l’assistenza dei vari casi in cui ci sia necessità di un supporto per le donne. Si pensa, ancora, come donne della CGIL, ad un centro aggregante e inclusivo rivolto a tutte le donne, italiane e migranti, giovanissime e adulte, senza alcuna distinzione di classe sociale.
L’idea è quella di un centro donna che esca dalle sue stanze per incontrare le donne lì dove occorre. Un centro donna che faccia un’attività di formazione e di sensibilizzazione all’interno delle scuole, dove possono verificarsi le prime avvisaglie di intolleranza verso le donne e/o verso tutte le diversità.
Concetta La Rosa, infine, mi dice: “abbiamo deciso di dedicare il Centro ad una compagna femminista che ha fatto del suo impegno civico e politico una scelta di vita. Una donna e compagna gentile ma determinata, risoluta e aperta sempre verso gli altri. Elvira Colosi è una icona di impegno e di generosità, di sensibilità e di grande fermezza”.
Nunziatina Sptafora






