100 mila euro è la somma stanziata in favore del Comune di Santa Venerina dal Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara, relativamente ad un progetto selezionato tra quelli presentati dai singoli Comuni, nell’ambito di alcuni bandi promossi dal Gal (Piano di Azione Locale PAL). Come noto, sono diversi i Comuni dell’area jonica etnea e della valle dell’Alcantara inclusi nella speciale graduatoria (sostegno ad investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastruttura su piccola scala) che hanno ottenuto significativi ristori economici; complessivamente, a livello intercomunale, è stato finanziato dal Gal, presieduto da Piero Mangano, circa 1 milione di euro.
Il decreto di finanziamento è stato consegnato al sindaco di Santa Venerina Salvatore Greco (presente l’assessore Maria Assunta Vecchio) nei luoghi che saranno teatro delle opere di riqualificazione del sito archeologico la Trichora Bizantina con la cella Trichora di Santo Stefano, eretta come edificio funebre in epoca tardo romana e poi trasformata in chiesa cristiana, e che risale ad un arco temporale che oscilla tra i secoli IV e VII D.C. Dopo anni di assoluto abbandono, nel 2012, i ruderi del tempietto di Dagala del Re, sono stati acquisiti dal Comune di santa Venerina. Successivamente, alla fine del 2014 l’assessorato regionale ai Beni culturali ha approvato un decreto di finanziamento per un progetto di messa in sicurezza e restauro della chiesa bizantina di Santo Stefano. Come conferma il presidente del Gal, Piero Mangano che ha espresso pieno sostegno al finanziamento delle opere manutentive, l’intervento prevede la riqualificazione del sito e una più idonea accessibilità alla Trichora. Prevista la sistemazione del sentiero d’accesso all’area e del suo prolungamento fino al congiungimento con la via Giolitti, mediante una azione di decespugliamento; il successivo livellamento del fondo, previa eliminazione del materiale estraneo e realizzazione di pavimentazione in terra stabilizzata che manterrà le caratteristiche di permeabilità. L’investimento del Gal costituisce uno stralcio del progetto “la terra dei Giganti, contenuto nel Piano di Azione locale per la conservazione, fruizione e valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio culturale della Terra dei Giganti. “Il progetto finanziato dal Gal – afferma il presidente Piero Mangano – mira non solo al recupero ambientale del territorio, dal punto di vista naturalistico ma anche ad una rigenerazione di risorse non più utilizzate, testimonianza dell’operato dell’uomo”.







