Il gambling ha da sempre avuto un rapporto stretto con le organizzazioni malavitose. Come qualsiasi altro business dove circola parecchio denaro, la delinquenza ha cercato di trarne un profitto. In molti si interrogano perciò se l’avvento del casinò online abbia in qualche modo influito sul legame rispetto alla mafia.
Ogni realtà operante nel business è implicata in loschi traffici? Assolutamente no! La preoccupazione ha ragion d’essere ad un certo punto. Sebbene possa essere vero in alcuni casi, la maggior parte delle compagnie, anche casinò non AAMS, operano secondo i criteri di trasparenza e onestà.
Un pregiudizio duro a morire
L’equazione è figlia di pregiudizi. Un po’ come dire che noi italiano siamo tutti componenti di associazioni a delinquere. Insomma, vige parecchia ignoranza, anche se non bisogna nemmeno voltarsi dall’altra parte. Perché uno dei problemi con le quali le autorità nazionali e internazionali devono interfacciarsi sono proprio questi squali, disposti a qualunque cosa pur di speculare sulle disavventure altrui.
Le organizzazioni a sfondo mafioso hanno preso atto del recente cambiamento nei gusti della clientela. Dai casinò terrestri sono passati a quelli online, acquisendo competenza in materia e facendosi sempre più scaltre.
Il gioco preso soprattutto di mira è il videopoker, ovvero la versione digitale del poker. Le inchieste portate avanti dalla commissione antimafia e dalle Forze dell’Ordine locali hanno fatto luce su reti particolarmente estese di criminali, operanti sia online sia con le slot fisiche manomesse.
Lo scandalo “Doppio Gioco”
Uno scandalo salito all’attenzione dei giornali è il cosiddetto Doppio Gioco. Ebbene, da tale operazione gli ufficiali hanno trovato presenze di membri di Cosa Nostra nella gestione delle scommesse sportive.
Quello dello sport, in particolare del calcio ma non solo, è stato spesso oggetto delle azioni illecite dei mafiosi. Purtroppo, i casinò online hanno reso maggiormente complicato risalire ai crimini.
Match fixing
Le modalità attraverso cui si muovono prevedono spesso piattaforme online prive della licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, appellandosi principalmente a Malta. Questo al fine di scongiurare le verifiche delle Forze dell’Ordine e non portare alla loro conoscenza le manovre attuate. Gli introiti provenienti vengono principalmente usati in attività di riciclo.
Insomma, il classico modus operandi per aggirare gli accertamenti. In aggiunta, attraverso l’impiego di portali online le organizzazioni malavitose riescono a truccare gli esiti di taluni eventi sportivi: ciò che viene definito match fixing.
Prestiti da usura
Ogni gruppo ha poi delle prerogative. Ad esempio, in Campania si è riscontrato un pesante sfruttamento di persone affette da gioco d’azzardo. Consapevoli del loro incontrollabile vizio, si propongono solitamente dei prestiti a tassi d’interesse da usura.
Capitalizzano la ludopatia per sostenere il business delle slot machine, che peraltro sono taroccate, come abbiamo già avuto sopra occasione di spiegare.
Conclusioni
Il collegamento tra il gioco e la mafia è risaputo e non lo scopriamo senz’altro oggi. Esiste da secoli, evolvendosi in base alle tendenze dei giocatori. Il crescente successo dei casinò online ha spinto i criminali a prendere informazioni a tal proposito. In definitiva, tutto cambia ma tutto resta uguale…







