Giarre, si può ancora morire nella "strada della morte" -
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Giarre, si può ancora morire nella “strada della morte”

Giarre, si può ancora morire nella “strada della morte”

La strada della morte è sempre la stessa. Nessun intervento è stato approntato per renderla meno pericolosa. Parliamo della via Finocchiaro Aprile, quella che, per intenderci, da villa Margherita arriva sino all’altezza del mercato ortofrutticolo. Perché è detta strada della morte? La battezzò così un cartello dopo che nel 2018 un’anziana perse la vita, a seguito di un incidente. A luglio del 2020 toccò poi ad un altro anziano, mentre attraversava la strada.

L’arteria è poco illuminata. Le lampade, appartenenti a Enel sole, emanano poca luce e comunque, a seguito di alcuni lavori effettuati da un privato, sono rimaste spostate su di un lato della strada una fila di lampade. La segnaletica orizzontale sta sbiadendo, non c’è segnaletica verticale che inviti a decelerare. In più dei residenti segnalano che dei passi carrai o merce esposta a bordo strada costringe i pedoni che percorrono la strada a scendere dal marciapiede. A questo si aggiungono i parcheggi selvaggi, piaga che interessa tutta la città.

Dato che negli ultimi anno due vittime ci sono già state occorrerebbe correre ai ripari. «Ho constatato che la segnaletica orizzontale è insufficiente – afferma l’assessore alla viabilità Claudio Raciti – Stiamo attenzionando questa strada; prevederemo delle strisce pedonali, già alcune sono state realizzate altrove, ne realizzeremo altre, una potrebbe essere realizzata qui, un’altra potrebbe essere realizzata ad Altarello e un’altra a Macchia. Riattiveremo, inoltre, il semaforo pedonale a Santa Maria la Strada. Per quanto riguarda la pubblica illuminazione abbiamo ancora in corso il riscatto dei pali da Enel Sole, ma siamo ormai alla fase finale e, una volta che ci verranno consegnati, li potremo gestire attraverso società specializzate».

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