Fruizione turistica del parco dell'Etna, continua il braccio di ferro tra Parco e ambientalisti -
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Fruizione turistica del parco dell’Etna, continua il braccio di ferro tra Parco e ambientalisti

Fruizione turistica del parco dell’Etna, continua il braccio di ferro tra Parco e ambientalisti

Continua il braccio di ferro tra le associazioni ambientaliste e il Parco dell’Etna che ha autorizzato lo svolgimento di attività turistica tramite autobus motorizzati nelle zone più delicate del parco: la zona A (riserva integrale), la zona B (zona di riserva generale), i Sic (Siti di importanza comunitaria) e le Cone a protezione speciale. Le associazioni che hanno preso posizione contro questo provvedimento sono la Lipu Sezione di Catania, il Wwf Sicilia Nord Orientale, il Cai Sicilia, l’Ente Fauna Siciliana, Federescursionismo, AssoGuide e Lagap. A sostenere le loro ragioni, innanzi al Tar, l’avvocato Alessandro Arcifa. In una nota, le associazioni ribadiscono che essendo il Parco dell’Etna inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, ed istituito per la salvaguardia degli ecosistemi presenti, la sua fruizione “turistica” con mezzi motorizzati «collide con l’esigenza di avere un impatto antropico minimo o nullo».

E poi, replicando ad alcune recenti affermazioni, ribattono: «Il Parco sostiene che l’aumento previsto sarebbe assolutamente modesto rispetto ai già troppi mezzi degli operai della ex Azienda Forestale che circolano all’interno del Parco, ma ciò sta a rappresentare invece, ove fosse necessario, l’assoluta inadeguatezza delle misure di regolamentazione del servizio messe in atto da parte della Dirigenza tutta del parco, Presidente compreso».

Lo scorso 24 gennaio, nella sede dell’Assessorato regionale territorio ed Ambiente, si è discusso della legittimità dell’autorizzazione. Secondo le associazioni sarebbe stato quantomeno “opportuno” richiedere la partecipazione di almeno un rappresentante delle associazioni ambientaliste che hanno proposto ricorso al Tar oltre che della deputata siciliana che ha presentato l’apposita interrogazione all’Ars.

Le associazioni, infine, smentiscono il loro “ritiro” da parte della richiesta di sospensiva innanzi il Tar Catania. E, in proposito, spiegano: «Il Tar, nel pieno contraddittorio tra tutte le parti in causa, in ragione della rilevanza e della complessità della questione e della circostanza che il servizio turistico non ha avuto inizio ed è sospeso fino alla fine del mese di aprile, ha rinviato la causa alla prima udienza utile successiva al periodo di sospensione del servizio turistico, ovvero al 12 maggio 2022, al fine di poterla decidere, non con un provvedimento cautelare urgente e succintamente motivato, bensì con una motivata sentenza di merito. La fissazione dell’udienza di merito alla prima udienza utile immediatamente successiva alla sospensione del servizio turistico ed il mancato inizio del servizio turistico hanno fatto venire meno le esigenze cautelari evidenziate dalle associazioni ricorrenti che hanno potuto, cosi, serenamente e senza rischi per l’ambiente, ritirare la domanda cautelare proposta».

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