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Terremoto politico a Randazzo: il sindaco Sgroi azzera la giunta

Terremoto politico a Randazzo: il sindaco Sgroi azzera la giunta

Doveva essere una tranquilla seduta del Consiglio comunale, quella svoltasi la sera del 29 novembre nella sala consiliare Falcone e Borsellino, dedicata al Dup e al bilancio di previsione 2021/2023 con un ordine del giorno aggiuntivo, invece, inaspettatamente, si è trasformata in un banco di prova e in uno strappo all’interno della maggioranza che il sindaco Francesco Sgroi ha immediatamente castigato con l’azzeramento fulmineo della giunta.

A dir il vero, nei giorni scorsi, dopo l’entrata nel gruppo consiliare “Diventerà Bellissima” – partito di maggioranza – del consigliere e assessore Alfio Pillera, fedelissimo e compagno di tante battaglie politiche al fianco di Francesco Sgroi, soprattutto durante la scorsa consiliatura, si era percepito uno scricchiolio, il sentore che qualcosa di nuovo stava maturando all’interno della solida maggioranza che sosteneva l’amministrazione Sgroi.

Lo stesso Pillera è stato designato anche capogruppo di “Diventerà bellissima” cui fanno parte oltre l’ormai ex assessore Pillera, anche l’ex vice sindaco Giuseppe Gullotto, la consigliera Chiara Petrina e il consigliere Marco Crimi.

Ma cosa ha scatenato la dura presa di posizione del sindaco Sgroi? Durante la discussione del primo punto all’ordine del giorno (approvazione del Dup), il capogruppo di opposizione Grillo, tenuto conto della complessità della materia, ha avanzato al Presidente Ragaglia la proposta di rinviare i lavori del consiglio comunale al 10 dicembre prossimo in modo che i consiglieri potessero analizzare in commissione il bilancio 2021/2023 presentato dall’amministrazione Sgroi.

E qui si apre lo strappo! Dopo la dichiarazione di voto favorevole del neo capogruppo Pillera alla proposta dell’opposizione, il sindaco pur comprendendo il ruolo dell’opposizione e il gioco politico delle parti, ha affermato che non avrebbe accettato ricatti e pertanto avrebbe azzerato la giunta nei prossimi giorni. Inoltre – ha aggiunto il sindaco – se il giro delle consultazioni per la nascita di una nuova maggioranza fosse infruttuoso, così come ha annunciato in campagna elettorale, restituirà il mandato alla città.

Dopo una breve sospensione, alla ripresa dei lavori del Consiglio, il capogruppo Grillo riformula la proposta estendendo la richiesta di rinvio della discussione non soltanto per le materie economico-finanziarie ma per tutti i punti all’ordine del giorno. La proposta dell’opposizione di rinvio del Consiglio è stata approvata con il voto favorevole anche del gruppo di maggioranza “Diventerà Bellissima”, nonostante il sindaco avesse chiesto alla stessa maggioranza di non procrastinare la data di approvazione del Bilancio in quanto si sarebbe esposto l’Ente a inadempienze, ingessando di fatto anche l’azione amministrativa.

A questo punto, dopo la fine della seduta, il sindaco Sgroi non ha esitato ad azzerare la giunta e con un provvedimento fulmineo, immediatamente esecutivo (Decreto sindacale n. 25 del 29/11/2021), ha revocato le deleghe ai due assessori del gruppo “Diventerà Bellissima”, Gullotto e Pillera, nonché agli assessori D’Amico e Mancuso.

E’ chiaro che se il sindaco Sgroi non dovesse trovare convergenze, cioè una maggioranza numerica in Consiglio, a sostegno del suo programma elettorale, così come annunciato, potrebbe dimettersi. Ma con quali conseguenze? La legge elettorale recita che la cessazione dalla carica di sindaco per dimissioni comporta la cessazione dalla carica della rispettiva giunta, ma non del rispettivo consiglio, che rimane in carica fino a nuove elezioni da effettuare nel primo turno elettorale utile.

Gaetano Scarpignato

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