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Giarre, quando la Sicilia incontrò il fascino del volo

Giarre, quando la Sicilia incontrò il fascino del volo

La Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, presieduta dal prof. Nicolò Mineo, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Giarre, hanno organizzato un evento culturale sulla storia del volo in Sicilia: anche per la nostra Isola c’è una narrazione di ricordi legata al volo, sia dal punto di vista storico che cronologico, con un interesse fortemente sentito tra il fascino della scoperta, le novità ed i risvolti bellici. Il feeling tra la Sicilia e l’aeronautica è di antica data, furono molti gli esperimenti, le iniziative pioneristiche e l’impiego di tecnologie dirette alla realizzazione degli aerei, di dirigibili e gare appassionate. Così cominciarono ad organizzarsi diverse prove di volo fin dal Settecento, ma è all’inizio del Novecento che la Sicilia mette le ali per volare sempre più in alto.

ing. Isidoro Fresta

Trattando la tematica del volo ha relazionato l’ing. Isidoro Fresta ed ha esaminato l’affascinante argomento con una narrazione che parte da lontano, fin dai primordi del volo umano e che riserva alcune notevoli sorprese, soffermandosi sui molti esperimenti pioneristici per l’impiego di nuove tecnologie dirette alla realizzazione degli aerei. Si ricorda la prima ascensione in Sicilia, effettuata a Palermo da Vincenzo Lunardi nel 1790 su iniziativa del Vicerè Francesco d’Aquino Caramanico, stimolando le persone di talento presenti in Sicilia che si impegnarono in studi anche di interesse pratico come quelli sulla dirigibilità dei palloni aerostatici e che destarono un notevole interesse scientifico. Nei commenti della relazione dell’ing. Fresta si evince che le prove di volo sono di casa in Sicilia e, all’inizio del Novecento, la Sicilia mette le ali, facendo da apripista con la scienza aeronautica, lo sport e l’economia.

La storia del volo nell’isola comincia con la fine del Settecento e tra i personaggi che si impegnarono e si appassionarono all’aeronautica si ricordano i fratelli Wright: due ingegneri e inventori statunitensi, rinomati aviatori dell’epoca pioneristica, considerati i primi ad aver fatto volare con successo una macchina motorizzata più pesante dell’aria. Il relatore ha ricordato anche l’iniziativa di Vincenzo Florio, annoverato tra le figure di notevole spicco nella storia del volo in Sicilia. Infatti, in occasione del cinquantenario dell’unità d’Italia il grande ideatore della targa Florio si appassionò sempre di più alle gare sportive e, con lo scopo di diffondere la cultura aeronautica, organizzò due manifestazioni di acrobazia, una a Roma e un’altra a Palermo che fu, quindi, la quarta città d’Italia ad ospitare simili spettacoli di veicoli in volo. A queste due manifestazioni fu invitato il pilota francese Maurice de Chevillard, che aveva inventato ardite manovre e che è considerato il padre della acrobazia area.

Nel 1919, si organizzò la prima edizione della targa Florio aeronautica e, in quegli anni, anche nella zona del trapanese nascevano diversi aeroporti e, nel contempo, l’amministrazione militare realizzava in tutta la Sicilia una trentina tra aeroscali per dirigibili, aeroporti e idroscali, mentre per più di un ventennio, Palermo fu sede del comando aeronautico per la Sicilia. Qualche anno prima, la sede del comando era Augusta (nella foto) e verso la fine del 1930 la Favorita ha avuto un aeroscalo con un hangar per dirigibili, ma già dal 1916, a Palermo, avviene una conversione importante, con la presenza delle officine Ducrot, la Zisa divenne sede per la costruzione di veicoli Fba e del caccia Sid. Altra azienda produttrice di una certa importanza fu l’Aeronautica sicula dove prendevano forma numerosi prototipi ed aeromobili tra cui l’elicottero Lz-5. A seguire negli anni si fonda l’Aereoclub di Sicilia e l’interesse per il volo è fortemente sentito, tra fascino della scoperta e novità belliche.

Anna Fichera

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