Inadeguatezza e approssimazione. La gestione dell’emergenza cenere a Giarre fa acqua da tutte le parti. I cittadini sono esasperati per i ritardi con cui si sta procedendo allo spazzamento di strade e piazze. Un piano di lavoro quello del Comune che rispecchia in pieno l’inidoneità dell’amministrazione che a tentoni riesce a gestire l’ordinario. I commercianti del centro storico hanno atteso sino ad oggi gli interventi di pulizia subendo il disagio delle misure covid e quello della cenere presente in abbondanza su corso Italia e via Callipoli, avvolte da una nuvola di polvere ali punto da trasformare il centro commerciale naturale in un villaggio fantasma. Con l’abbagliante luce del nulla.
Ma quel che veramente è stato capace di smuovere i buoni sentimenti è stata la scelta di chiudere le scuole per tre giorni. Attività didattiche sospese per consentire ai mezzi di lavoro di eseguire in sicurezza i lavori. Peccato che gli interventi, in alcuni casi, sono stati eseguiti in extremis mentre in alcuni plessi, sono stati gli stressi alunni e insegnati a munirsi di scope e palette e provvedere in autonomia. Uno schiaffo all’amministrazione da lasciare in faccia il segno delle dita. L’importante – al netto della pubblicità – è apparire nel talk di Barbara D’Urso e provare a fare un po di campagna elettorale. Con la cenere. Già perché di questi 5 anni solo quella è rimasta.






