Francavilla di Sicilia: le Crocifissioni di Sgarlata al Convento dei Frati Cappuccini -
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Francavilla di Sicilia: le Crocifissioni di Sgarlata al Convento dei Frati Cappuccini

Francavilla di Sicilia: le Crocifissioni di Sgarlata al Convento dei Frati Cappuccini

Il quotato pittore, nativo di Giardini Naxos ma molto legato al Comune dell’Alcantara dove ha lavorato come decoratore, ha donato al luogo sacro alcune sue opere sulle ultime ore di Cristo. Tale generoso gesto fa seguito a quello di tre anni fa, quando l’artista, oggi residente in Toscana, destinò a Palazzo Cagnone gran parte della sua produzione

Tre anni fa donò al Comune di Francavilla di Sicilia buona parte della sua ricca produzione pittorica, esposta permanentemente nelle sale di Palazzo Cagnone. Ma il maestro Antonio Sgarlata continua a manifestare il proprio attaccamento alla cittadina dell’Alcantara, dove ha trascorso un lungo periodo della sua vita lavorando come artigiano decoratore. In occasione delle sue recenti ferie estive francavillesi il quotato pittore, oggi residente in Toscana, ha infatti omaggiato il Convento dei Frati Cappuccini di tre sue riproduzioni incentrate sulla Crocifissione di Cristo.

Si tratta di opere realizzate con diverse tecniche (tra cui quella del bassorilievo) che Sgarlata ha personalmente consegnato a Salvatore Maugeri, custode e guida del cinquecentesco luogo sacro assurto in questi decenni anche a meta di turismo religioso e culturale su intuizione del compianto Frate Concetto Lo Giudice, deceduto nel 2004.

«Sono nato novant’anni fa a Giardini Naxos – ha dichiarato il maestro Antonio Sgarlata – ma a Francavilla di Sicilia mi legano splendidi ricordi avendo prestato la mia opera di decoratore in tanti dei suoi antichi edifici, come Palazzo Cagnone cui nel 2016 ho donato circa novanta dipinti. Avrei potuto destinare questi miei lavori ad altre prestigiose sedi espositive italiane, ma ho voluto “scommettere” su Francavilla per una ragione squisitamente affettiva ed auspicando che questa bella località, con l’impegno dei suoi amministratori comunali e di tutti i cittadini, possa effettivamente assurgere, per come merita, a meta turistica».

Ad Antonio Sgarlata si deve l’ideazione  della pittura a rilievo, ossia una tecnica in grado di trasmettere forti emozioni in quanto è come se i colori si sollevassero dalla tela per proiettarsi verso l’osservatore. Con tale tecnica, l’artista siciliano ha realizzato, tra l’altro, un solare panorama “mozzafiato” di Taormina, le stazioni della Via Crucis, il suo autoritratto e varie nature morte, assimilabili a delle sculture per la tridimensionalità che la pittura a rilievo conferisce ai soggetti ritratti.

Agli inizi della carriera, inoltre, Sgarlata si è fatto conoscere ed apprezzare per i suoi “falsi d’autore”, ossia riproduzioni fedelissime dei capolavori della pittura mondiale di tutti i tempi (come La Gioconda di Leonardo, il Cristo Deposto di Andrea del Sarto, la Chiromante del Caravaggio, ecc.) da lui, comunque, personalizzate con qualche elemento innovativo (alla Gioconda, ad esempio, ha messo in braccio un ermellino, mentre nella natura morta di Monet ha inserito un po’ di buona frutta della sua Sicilia).

Per il resto, l’arte del maestro Sgarlata risulta fortemente ispirata dalla solarità tipica dei paesaggi siciliani (il giallo e l’arancio sono i colori più ricorrenti sulle sue tele). Nella sua ricca produzione rientrano anche nudi femminili e ritratti di anziani. La sua è una pittura schietta, semplice e genuina, che trasmette un senso di pace e serenità.

Ai dipinti di Antonio Sgarlata sono state dedicate una sessantina di mostre in importanti sedi espositive italiane, ed i suoi quadri sono stati venduti in diversi Paesi del mondo (Russia, Stati Uniti, Argentina, Giappone, Australia, ecc.).

Rodolfo Amodeo

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