Strage di Capaci, una pista investigativa porta a Catania -
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Strage di Capaci, una pista investigativa porta a Catania

Strage di Capaci, una pista investigativa porta a Catania

Il pentito catanese Maurizio Avola, sicario di Cosa nostra, e il boss Marcello D’Agata, uno dei luogotenenti di maggiore fiducia dello storico capomafia Benedetto Santapaola, sono indagati dalla Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della sua scorta. E’ lo stesso collaboratore di giustizia ad autoaccusarsi di avere avuto un ruolo nella fase preparatoria. La notizia riportata dal quotidiano “La Repubblica” ha trovato conferme in fonti giudiziarie impegnate nell’inchiesta.

I verbali dei suoi interrogatori sono stati depositati nel fascicolo del processo “Capaci bis” attualmente in corso a Caltanissetta. Avola si è autoaccusato di avere avuto un ruolo nella fase preparatoria dell’attentato: nei mesi precedenti alla strage di Capaci, sostiene, assieme al boss Marcello D’Agata, avrebbe trasportato detonatori e tritolo a Termini Imerese, mettendoli a disposizione di Cosa nostra di Palermo. Ai magistrati della Procura distrettuale di Caltanissetta, guidati dal procuratore Amedeo Bertone, avrebbe in particolare rivelato di un ruolo avuto dalla mafia americana nell’attentato: agli inizi del 1992 avrebbe conosciuto un artificiere statunitense esperto in esplosivi inviato in Sicilia dal boss John Gotti. Dopo diversi interrogatori, che si sono protratti nel tempo, Avola avrebbe prima parlato in maniera non precisa dell’«inviato» Usa, poi lo avrebbe identificato fornendone un identikit.

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