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Giarre, a 40 anni dalla morte, la traslazione delle spoglie di Padre Ambrogio

Giarre, a 40 anni dalla morte, la traslazione delle spoglie di Padre Ambrogio

Nella ricorrenza del 40° anniversario della sua morte, una importante iniziativa è in fase di attuazione nella parrocchia giarrese del Carmine, quella di traslare la salma del frate cappuccino Padre Ambrogio, al secolo Rosario Pepe, nato a San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo, dal cimitero comunale di Trepunti alla chiesa di San Francesco al Carmine, un evento molto significativo fortemente voluto dal parroco Diego Sorbello, che l’ha recentemente annunciato ai fedeli durante una celebrazione eucaristica, ricordando la sua figura, “non solo dal punto di vista ecclesiale ma anche di esemplare cittadino che fu uomo della solidarietà e della carità, in un periodo molto difficile negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale”.

Il frate Ambrogio, è senza dubbio uno dei simboli della comunità parrocchiale giarrese che affonda le proprie radici al 1852, anno in cui iniziarono i lavori di costruzione della chiesa. Per la traslazione del frate il Vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, ha già dato il proprio assenso, in ragione dello spessore umano e religioso di padre Ambrogio concreto e pratico, che non indulgeva minimamente alle astrazioni e alle teorie.

Sull’esempio di San Francesco e dei primi Cappuccini, egli vide nei poveri il segno della presenza di Cristo, quasi una nuova incarnazione della Parola di Dio. Arrivato a Giarre nella parrocchia del Carmine, nel 1942, durante gli anni difficili della seconda guerra mondiale, si dedicò a lungo a una intensa opera di assistenza e di beneficenza a tutto campo per venire incontro alla fame della gente, soprattutto dei piccoli, e per assistere ogni categoria di bisognosi del Comune di Giarre e di tutto il circondario, particolarmente gli operai.

Padre Ambrogio dedicò anche tante sue energie per la chiesa della Madonna del Carmine, per il suo decoro, per la sua ristrutturazione e il suo ampliamento (di circa 16 metri). Era vicino a tutti, specialmente ai più umili; non mantenne mai rapporti privilegiati col potere, perché era troppo convinto della grandezza morale del suo sacerdozio e riteneva che al suo saio, fosse legato il successo della sua operosità.

La memoria di Padre Ambrogio non è circoscritta alle cerimonie commemorative, ma è una memoria vivente che evoca realmente il passato con le grandi ispirazioni e intuizioni e lo traduce in pratica nelle mutate condizioni dei tempi.

Tornando alla traslazione e alle necessarie autorizzazioni, anche il Genio civile di Catania si è detto favorevole, mentre occorre il via libera dell’Asp, della Sovrintendenza e della Regione. Una volta superata la fase procedurale, le spoglie mortali dell’indimenticato frate saranno allocate nella navata sinistra della chiesa del Carmine.

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