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Parco dell’Etna, infinite opportunità ma lo sviluppo è al palo

Parco dell’Etna, infinite opportunità ma lo sviluppo è al palo

Incontro a Nicolosi con tecnici e associazioni su strategie, tutela e sviluppo del Parco. La deputata Gianina Ciancio: “Assurdo che per salire ai crateri ci vogliano 80 euro a persona: faremo la nostra parte per far sì che si riescano ad espropriare i terreni in quota. Sui confini del Parco, c’è uno strano disegno di legge per la riperimetrazione: farebbe perdere il 40% del territorio”.

Dare al Parco dell’Etna una governance stabile, approvare il Piano territoriale e favorire la libera concorrenza negli impianti: sono alcune delle questioni emerse nel corso dell’incontro che si è svolto stamattina a Nicolosi, organizzato dal Movimento 5 Stelle e dedicato alle nuove sfide e strategie legate allo sviluppo del Parco dell’Etna.

Nel corso dell’incontro, introdotto e moderato dalla deputata regionale Gianina Ciancio, hanno preso la parola il sindaco di Nicolosi, Angelo Pulvirenti, il commissario del Parco dell’Etna, Salvatore Gabriele Ragusa, l’ing. Rosario Napoli del Corpo forestale provinciale.

La deputata Jose Marano ha presentato un ddl per istituire la Giornata in memoria dell’eruzione dell’Etna del 1669. Numerosi gli esperti intervenuti sulle ricchezze e le debolezze del Parco: il ricercatore Ingv Marco Neri, il geologo Carlo Cassaniti, il vulcanologo Salvatore Caffo, il giornalista Giuseppe Riggio, il dirigente del Parco Giuseppe Di Paola.

“Il Parco – sintetizza così Ciancio i principali contenuti dell’incontro –  è una ricchezza formidabile per il territorio, che resta però in stallo per via di alcuni problemi storici. Innanzitutto il Piano territoriale dell’ente ancora fermo nei cassetti della Regione. Uno strumento che dovrebbe guidare la gestione del Parco, le aree turistiche, le infrastrutture, la viabilità, la tutela e il controllo. Non sappiamo ancora quando sarà approvato”.

“Poi – prosegue Ciancio – c’è il problema della governance dell’ente, che non può essere lasciata ancora, dopo 14 mesi, in regime commissariale, né legata ai soliti schemi politici di sottogoverno. Abbiamo presentato una mozione all’Ars chiedendo di dare l’incarico a una personalità che abbia competenze tecniche o quantomeno sia libera da logiche partitiche”.

“Inoltre – conclude la deputata – nel 2022 scadrà la concessione degli impianti sul versante Etna Sud. Assurdo che si voglia fare turismo quando per la funivia una persona deve pagare 80 euro. Bisogna ripristinare la libera concorrenza e procedere all’esproprio dei terreni privati. Il Comune di Nicolosi ha un ruolo determinante. La Regione può intervenire nel finanziamento delle spese e il gruppo M5S è pronto a sostenere questa battaglia”.

“Infine – aggiunge la Ciancio – vorrei richiamare l’attenzione su un disegno di legge, presentato all’Ars dalla maggioranza, che riperimetra il Parco, fa ricadere tutti i nuovi confini a quota 1100, riassegna i territori ai Comuni che dovrebbero far nascere strutture turistiche, riduce o elimina zone boschive. Un impatto enorme, che vedrebbe il Parco ridursi del 40%. Non se ne capisce il senso”.

 

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