Giarre, quale futuro per il centro sociale di via Alfieri e il micro asilo di Macchia? -
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Giarre, quale futuro per il centro sociale di via Alfieri e il micro asilo di Macchia?

Giarre, quale futuro per il centro sociale di via Alfieri e il micro asilo di Macchia?

Burocrazia, inadeguatezza gestionale, lotte intestine all’interno della macchina amministrativa fanno da sfondo a due importanti opere pubbliche, il  micro asilo di via Russo a Macchia e il centro sociale di via Alfieri, segnate da un destino comune: la cannibalizzazione dei locali a causa dei continui rinvii per la formalizzazione di un bando gestionale.

Il micro asilo, che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello nell’offerta scolastica, è stato reiteratamente depredato da ladri e vandali,vanificando le aspettative dell’utenza. Il bando gestionale, assicurano i vertici dei Servizi sociali, sulla carta sarebbe pronto da quasi un anno (preventivato un intervento economico annuale di circa 250 mila euro), gli atti nei mesi scorsi sono stati trasmessi al sindaco e al segretario generale dai Servizi sociali poichè si ritiene che la competenza sia della Centrale Unica di Committenza.

Di parere opposto, la dirigente dell’Area tecnica, Pina Leonardi secondo cui la procedura da seguire, trattandosi di servizi, è quella dell’avviso pubblico sul mercato elettronico della pubblica amministrazione, così come fatto in altri enti.

Nel frattempo, come detto, i locali del micro asilo comunale sono stati depredati a più riprese, assestando un grave danno economico. E nel tentativo di scongiurare nuove incursioni l’amministrazione comunale ha sollecitato l’Area tecnica ad attivare un sistema di video sorveglianza del quale, a distanza di lunghi mesi, si torna a parlare, avendo la dirigente tecnica Pina Leonardi incaricato un tecnico interno di redigere una perizia.

La dirigente comunale Leonardi sul micro asilo esprime la propria convinzione ovvero che per la struttura di via Russo, una volta ultimati i lavori, sarebbe stato opportuno provvedere tempestivamente alla gestione, considerato che il plesso era completamente arredato”.

Analogamente per il centro sociale di via Alfieri, mai aperto, parzialmente danneggiato da un incendio doloso, la burocrazia ha condizionato i lavori di messa in sicurezza, dopo che la ditta incaricata ha rinunciato all’intervento. Solo nel gennaio scorso, si apprende, è stato firmato il verbale di consegna dei lavori affidati ad una nuova ditta.  

C’e ancora tempo. Che fretta c’era, maledetta primavera diceva una vecchia canzone …

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