Raffaele Strano new entry in Consiglio comunale a Riposto -
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Raffaele Strano new entry in Consiglio comunale a Riposto

Raffaele Strano new entry in Consiglio comunale a Riposto

A due mesi dalle nuove elezioni amministrative il dott. Raffaele Strano siede tra gli scranni del Consiglio comunale di Riposto, prendendo il posto di Saro Caltabiano, nominato assessore.

Martedì sera si è tenuta la surroga e il giuramento del neo consigliere. Strano era già stato consigliere provinciale e anche consigliere comunale a Giarre ma, come ha ribadito, è ripostese e nel Comune marinaro ha vissuto sino a quando non è poi andato a lavorare fuori.

Il sindaco Enzo Caragliano del nuovo consigliere ha voluto sottolineare il suo impegno per palazzo Granata. Così come è stato spiegato in aula, infatti, nel 2012 c’era un finanziamento alla Provincia e che si pensava di spendere a Giarre per acquistare dei locali in corso Messina per realizzare un plesso scolastico per il Liceo delle scienze umane. Strano s’impegno perché il finanziamento fosse utilizzato per ristrutturare palazzo Granata.

L’avv. Carmelo D’Urso ha ricordato, invece, che il nonno del dott. Strano era stato consigliere comunale. Critico Ezio Raciti secondo cui l’avvicendamento in giunta e in Consiglio è dovuto alla prossima campagna elettorale e ha sottolineato che la coerenza, la schiena dritta sono valori alla base di ogni scelta politica per cui si è ulteriormente convinto della correttezza della sua scelta di prendere le distanze da questo sistema.

Sono seguiti due annunci di procedimenti giudiziari. Michele D’Urso ha comunicato di essere stato assolto nel procedimento che lo vedeva imputato per l’affidamento diretto della gestione delle strisce blu.

Sebastiano Bergancini, invece, ha annunciato che è in corso un’indagine a suo carico a seguito di una denuncia del presidente del Consiglio comunale per oltraggio a pubblico ufficiale.

Il civico consesso ripostese ha approvato una mozione a favore della Piattaforma programmatica insegnanti siciliani che sarà spedita al ministero dell’istruzione e ai presidenti delle Camere e, come richiesto da Bergancini, anche al governatore della Sicilia.

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