Questa sera mercoledì 29 novembre alle ore 18:30 il vescovo della diocesi S.E. Mons. Antonino Raspanti presiederà la celebrazione di riapertura del santuario della Madonna di Valverde, chiuso ai fedeli sin dall’1 ottobre scorso, giorno in cui un’ordinanza sindacale prendeva atto dei gravi danni di dissesto idrogeologico presenti nel sottosuolo della piazza e di parte del santuario.
Subito dopo la celebrazione eucaristica avrà luogo una conferenza illustrativa in cui interverranno il tecnico incaricato dalla diocesi e dalla parrocchia architetto Raffaello Di Mauro, il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Acireale don Carmelo Sciuto, il parroco e rettore del santuario P. Nei Simon, e il vescovo della diocesi di Acireale S.E. Mons. Antonino Raspanti.
Ai fedeli verranno illustrate le azioni fin qui intraprese che hanno portato al ripristino delle condizioni di sicurezza della chiesa ed altresì verrà presentato in tutte le sue parti il progetto di restauro e consolidamento della chiesa e dei locali annessi.
Nelle scorse settimane un’azione sinergica tra diocesi, parrocchia, Amministrazione Comunale e Soprintendenza ai Beni Culturali ha permesso in tempi molto brevi la messa in sicurezza della chiesa del santuario e della piazza antistante. Rimane tuttavia ancora interdetta al pubblico la zona del convento e del chiostro, in cui sono tuttora ben evidenti i gravi danni causati dal primo dissesto idrogeologico verificatosi nel dicembre 2016.
Da qui l’esigenza di un progetto complessivo che provveda al consolidamento e restauro del convento e del chiostro, così come al restauro di alcune parti della chiesa. Il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Acireale don Carmelo Sciuto afferma: «La riapertura della chiesa del santuario rappresenta solo il primo passo del cammino che ridarà luce nuova alla chiesa stessa e ridonerà alla comunità di Valverde la piena fruizione del chiostro e del convento. Il progetto, vistato dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici regionale, è stato già inoltrato all’Ufficio Beni Culturali nazionale della CEI».
Nel corso della conferenza verrà illustrata anche la copertura economica per la realizzazione dell’opera. Il progetto di restauro e consolidamento del santuario e dei locali annessi ammonta ad un totale di Euro 406.945,71, di cui il 70% (284.862,00 Euro) sarà finanziato dai fondi dell’8xmille della CEI ed il restante 30% (122.083,71 Euro) sarà coperto tramite una campagna di raccolta fondi promossa dalla parrocchia in un conto corrente dedicato.
In particolare questa sera il parroco P. Nei Simon divulgherà ai fedeli una lettera in cui spiegherà le modalità attraverso cui i fedeli e gli imprenditori locali – alcuni dei quali hanno già manifestato desiderio di partecipare alla raccolta fondi – potranno far confluire le proprie offerte:
- bonifico presso il Banco BPM di Valverde intestato a “Parrocchia S. Maria di Valverde c/lavori di ristrutturazione”, con la causale: UN PILASTRO PER MARIA, IBAN: IT68 X 05034 84300 000000000792;
- offerta da versare nella segreteria parrocchiale;
- offerta da versare in un’apposita cassetta collocata in chiesa.
Il parroco P. Nei Simon che esorta «a non restare indifferenti perché ogni aiuto, donazione, iniziativa è ora più che mai importante», al tempo stesso assicura che di ogni offerta sarà reso conto tramite pubblicazione mensile nella chiesa del santuario.
Su questo punto il vescovo S.E. Mons. Antonino Raspanti, oltre alle dichiarazioni dei giorni precedenti afferma: «Sono ben lieto questa sera di assistere alla riapertura del santuario della Madonna di Valverde, luogo molto caro non solo ai valverdesi, ma ai tanti pellegrini che qui giungono da ogni dove. Ancora una volta esprimo il mio ringraziamento al parroco ed all’Ufficio Beni Culturali della diocesi per l’impegno e la tenacia profusi, così come agli enti civili per il lavoro fin qui svolto. In un grande lavoro a più voci è importante che ciascuno svolga bene il proprio compito e finora nessuno è mancato all’appello. Sono certo che anche i fedeli risponderanno generosamente alla richiesta di raccolta fondi per coprire il 30% delle spese di ristrutturazione e consolidamento».





