Eppur si muove. Anzi, eppur si muovono: nonostante difficoltà economiche e varie, gli italiani non hanno rinunciato ai viaggi neppure in occasione dell’ultimo ponte di Ognissanti, che ha visto anzi un incremento dei flussi turistici destinati in prevalenza alle località interne.
Sette milioni di italiani in viaggio
Secondo i dati di Federalberghi, realizzata con il supporto dell’istituto ACS Marketing Solutions, sono stati oltre 7 milioni gli italiani che hanno organizzato un viaggio in occasione della festività del 1 novembre, per altro caduta in maniera “strategica” di mercoledì, consentendo ai più di organizzare un ponte in anticipo o sfruttando il weekend successivo.
Aumenta il budget per il turismo
La stragrande maggioranza dei partenti ha scelto, come accennato, destinazioni interne: le regioni italiane sono state preferite quasi nel 91 per cento dei casi, mentre solo la parte minoritaria ha deciso di investire un budget superiore per recarsi all’estero. Secondo l’analisi dell’associazione degli albergatori, i vacanzieri hanno trascorso in media più di 3 notti fuori casa, con una spesa comprensiva di trasporto, vitto, alloggio e divertimenti che per ogni membro della famiglia è salita a 279 euro (mentre nel 2016 era stata di 262 euro).
Buoni risultati per il comparto ricettivo
In totale, dunque, il giro d’affari complessivo che ha generato il ponte di Ognissanti ha sfiorato i 2 miliardi di euro, segnando anche in questo caso un incremento rispetto ai 1,81 miliardi registrati nel 2016. Ovviamente soddisfatto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che ha sottolineato come i dati individuino una pur “lieve crescita rispetto al corrispondente periodo del 2016, innestandosi sull’ottima performance realizzata durante la stagione estiva”. L’obiettivo sul medio periodo è dunque consolidare questo trend attraverso “necessari interventi e strategie mirate, a sostegno degli investimenti in uno dei pochi comparti che si distingue per la capacità di creare reddito e posti di lavoro”.
Le scelte degli italiani
Guardando più in dettaglio le scelte dei viaggiatori, il 29 per cento delle persone che hanno deciso di visitare località italiane ha preferito la montagna, mentre il 25 per cento ha puntato su luoghi e città d’arte, il 17,5 per cento si è comunque orientato su mete di mare mentre circa il 6 per cento ha optato sia per laghi che per destinazioni termali. Un altro elemento interessante che arriva dall’analisi di Federalberghi riguarda la scelta della destinazione di viaggio, perché ancora una volta si conferma il ruolo preponderante che sta avendo la Rete.
L’importanza della Rete
Oggi infatti l’uso dei social media e in generale di Internet è diventato sempre più frequente e diffuso: più della metà dei viaggiatori italiani (il 52,5 per cento) che si sono spostati ai primi di novembre ha infatti “confessato” di aver impiegato proprio gli strumenti digitali per decidere o quantomeno informarsi sull’offerta nelle diverse località, sui prezzi e sulle strutture di interesse; in particolare, poi, più di quattro persone su dieci hanno completato la prenotazione rivolgendosi direttamente alla struttura ricettiva, senza intermediari.
Il boom del Friuli
Tra le regioni che hanno visto un trend turistico positivo c’è anche il Friuli Venezia Giulia, che ha messo a frutto una serie di fattori positivi per attrarre nuovi viaggiatori. Non ultimo, come ricorda la guida online Friuli Vimado, nell’elenco di attrazioni e cosa vedere in Friuli c’è anche il “borgo più bello d’Italia 2017“, ovvero Venzone in provincia di Udine, incoronato dalla trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro di Rai 3 nei mesi passati, superando la concorrenza di ben 270 piccoli centri sotto i 15 mila abitanti.





