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Giarre: buco o fabbisogno? Il totale non cambia

Giarre: buco o fabbisogno? Il totale non cambia

VIDEO: IL SINDACO BONACCORSI

 

Più che una conferenza stampa quella di ieri è parsa a molti un conviviale politico. Intimo, per la verità. Parterre con i soliti noti che hanno caratterizzato la vita politica giarrese nell’ultimo trentennio, navigando a vista con le innumerevoli amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Satrapi che hanno condizionato le sorti della città. Poteva ad un’occasione simile non esserci il senatore Pippo Pagano? Era li, in prima fila, circondato dai soliti “appendiniman” e da qualche consigliere comunale di maggioranza che, ad osservarlo bene, a distanza, sembrava quasi colto da una folgorazione mistica.

Qualcuno, tra quelli che di solito sono di facile innamoramento dei sindaci, in piena contemplazione, aveva le labbra tremanti e gli occhi lucidi, tanta era l’emozione dinanzi l’apparizione del divino sindaco, quasi da fare impallidire la Fede di Paolo Brosio. Chi ieri si attendeva una conferenza stampa chiarificatrice dal punto di vista tecnico, dei numeri, perchè in fondo di buchi si doveva parlare, dopo due settimane di reticenza istituzionale, è rimasto profondamente deluso. Il sindaco, invece, ha preferito dare vita ad un’altra delle sue conferenze monotematiche. Tutti sono stati allertati che il suo sarebbe stato uno sfogo e cosi l’apparato familiare si è messo in moto: telcamerina digitale montata su un treppiedi per immortalare ogni istante di quell’incontro pubblico, spacciato per conferenza stampa, se non altro per giustificarne lo scarno pubblico presente. Tutto è stato calcolato. Nulla lasciato al caso. Questo al sindaco glielo riconosciamo.

Dicevamo i numeri, quelli, sono stati lasciati per ultimo. E non poteva fare diversamente, visto che i numeri erano stati già snocciolati dal dirigente finanziario nei giorni scorsi e quelli, sono rimasti. Con qualche precisazione di natura politica. Il sindaco invece, ha sfruttato 58 minuti e 56 secondi per  rispondere alle accuse al vetriolo di questi giorni. Per Bonaccorsi è stata una liberazione, trattenersi per due settimane incassando silenziosamente aggettivi di ogni tipo, è stata una fatica titanica. Bastava vedere il volto del sindaco per rendersi conto. E cosi, ieri, ha avuto finalmente l’occasione di rivalersi davanti a quei pochi intimi presenti nella sala Romeo, scegliendo di rispondere solo ad alcuni tra quelli che lo hanno attaccato in questi giorni. Non ha pronunciato i nomi ma, richiamandosi a precisi virgolettati e riproponendo stralci di dichiarazioni apparse sulla stampa,  farcite da aggettivi di ogni tipo (imbonitore, inadeguato…) il sindaco è come se li avesse pronunciati. E per l’esattezza: l’ex assessore Salvo Vitale, il consigliere del Pd, Tania Spitaleri, il consigliere Giannunzio Musumeci, il segretario del Pd, Dario Li Mura e i dirigenti comunali Letterio Lipari e Nuccio Russo.

“Valutazioni politiche molto gravi – ha rimarcato il sindaco – espresse anche da soggetti politici che hanno avuto un ruolo fondamentale nelle precedenti amministrazioni di questi ultimi 20 anni che dovrebbero provare il sentimento della vergogna. Le stesse persone che hanno firmato e votato i rendiconti consapevoli del danno economico che arrecavano alla città. Quelle stesse persone che teorizzano, attraverso falsi dossier inviati alla Corte dei Conti e persino ai ministeri; che dispensano calunnie e mezze verità, muovendo accuse gratuite, superficiali, prive di fondamento, utilizzando un linguaggio giustizialista che non mi appartiene”.

Il sindaco, poi, si spinge oltre, puntando contro l’establishment comunale: “colpisce il fatto che questi atti contabili siano usciti fuori alla vigilia dell’approvazione del provvedimento di rotazione dei dirigenti comunali. Evidentemente, qualche privilegio è venuto meno e cosi, l’effetto della rotazione ha confermato che, una volta svuotati i cassetti, sono saltate fuori carte non conosciute”. Chiaro il riferimento all’ex dirigente tecnico arch. Nuccio Russo “disarcionato” dalla comoda poltrona, nel proprio ufficio dirigenziale,  al secondo piano del palazzo di via Principessa Jolanda e oggi, a quanto pare, senza una scrivania. Gli ultimi 15 minuti della conferenza stampa il sindaco, finalmente, li dedica ai numeri. Sia ben inteso,  il buco c’è, ed è innegabile. Anche se il sindaco preferisce definirlo “fabbisogno”. “Buco”, “falla”, non sono termini contemporanei. Quel “fabbisogno” alla fine  ammonta a 4,2 milioni di euro, somma derivante da esigenze finanziarie che sono emerse recentemente dopo l’approvazione del piano finanziario decennale. Una quota, pari a circa 1 milione e 300 mila euro, era stata già inserita nel piano di risanamento dell’Ente, la rimanente parte, invece,  troverà copertura, a parere del sindaco Bonaccorsi, “con i fondi prudenziali che avevamo previsto nel piano di risanamento”.

Dalla ricognizione contabile era emerso un debito di 900 mila euro derivante da indennizzi per perequazioni urbanistiche a partire dal 2005. “Nella fattispecie – chiarisce il sindaco – si tratta del reitero dei vincoli preordinati all’esproprio di cui non c’è alcuna richiesta da parte dei cittadini e la procedura, in questi casi, richiede che sia il cittadino a fare domanda e a dimostrare il danno effettivamente subìto.” Il sindaco, poi,  relativamente a quella somma di poco più di un milione di euro, per ulteriori differenze di somme con la Joniambiente, ha ostentato sicurezza precisando che “è in fase di valutazione una proposta di transazione” che dovrebbe portare ad un significativo ammortamento della somma. Fin qui i numeri sciorinati dal sindaco. Resta da capire se le soluzioni finanziarie prospettate dal sindaco, una volta, politico, un’altra volta tecnico, a seconda dell’esigenza, siano in linea con l’impianto del dirigente finanziario Lipari. Quest’ultimo, ieri, poche ore prima della conferenza stampa del sindaco, in sede di commissione Bilancio, si è mostrato tecnicamente più cauto nelle valutazioni.  Vedremo da qui a poco se la disamina del ragioniere generale e del Collegio dei revisori, finirà per non spegnere l’entusiasmo del sindaco e interrompere la contemplazione mistica di quel consigliere rimasto folgorato dalle parole del Verbo.

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