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Formazione professionale, piccoli centri discriminati?

Formazione professionale, piccoli centri discriminati?

I giovani residenti nei piccoli centri delle provincia, di Catania come nelle altre province siciliane, sono discriminati nella partecipazione ad alcuni corsi di formazione professionale? La domanda, per nulla retorica, è stata rivolta, tramite lettera, al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, all’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra e, per opportuna conoscenza, anche al presidente del Ciapi di Priolo, Egidio Ortisi, da parte del Consigliere comunale di Castiglione di Sicilia, Antonio Camarda. La domanda ha riguardato il Ciapi, che è un ente di formazione professionale, perché sottolinea «che i giovani residenti nei Comuni della zona jonico-etnea (ma non solo), della provincia di Catania (ma non solo), sono di fatto esclusi dalla possibilità di poter frequentare percorsi di formazione ed aggiornamento professionale, finanziati con il Fondo Sociale Europeo, ed attuati in house providing dal Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione Siciliana, nell’ambito del progetto Prometeo, avviso 20 seconda annualità».

La situazione di “esclusione” si evince, come ha sottolineato il cons. Camarda, «chiaramente dai bandi di reclutamento allievi che prevedendo corsi di formazione, esclusivamente nei capoluoghi di provincia, escludono, di fatto, i comuni dell’hinterland catanese ove maggiore è il bisogno di formazione, quale attività propedeutica all’inserimento lavorativo dei nostri giovani. Si crea così un paradosso per il quale nei territori con maggiore tasso di disoccupazione giovanile non sono previsti, da parte di un ente regionale, percorsi di apprendimento, didattico-pratico, volti ad acquisire una qualifica professionale».

L’assunto di base dei corsi di informazione, infatti, mette insieme sia lo stesso diritto alla formazione, previsto dalla nostra Carta Costituzionale, ma anche, e grazie all’intervento dei fondi europei per le “regioni obiettivo convergenza”, un’uguaglianza sostanziale fra le diverse realtà regionali al fine di far decrescere il tasso di disoccupazione delle regioni più disagiate dal punto di vista occupazionale, rispetto alle media nazionale. Uno scopo che, a maggior ragione, vale per la Sicilia e, soprattutto, per le piccole realtà comunali. Trasportando la questione in provincia di Catania, l’attenzione si focalizza sui giovani residenti nei Comuni montani, marinari e negli splendidi borghi rurali. Giovanni che, come ha evidenziato Camarda, ‹‹hanno diritto a percorsi formativi gratuiti al fine di avere pari opportunità rispetto ai coetanei residenti nelle città metropolitane, e conseguentemente superare il gap fra queste ultime ed i piccoli e medi Comuni della provincia››.

La soluzione proposta al presidente della Regione e agli altri destinatari della comunicazione, è quella di «una migliore programmazione territoriale dei percorsi formativi, tra l’altro prevista dall’articolo 5 legge regionale 24/76», che potrebbe accrescere le potenzialità, spesso inespresse, dei territori stessi, rendendo i giovani maggiormente protagonisti, chiedendo anche «di valutare la possibilità d’inoltrare direttive al Ciapi di Priolo, al fine di poter organizzare corsi di formazione professionale nei Comuni della fascia jonico-etnea, pubblicizzando gli stessi in maniera adeguata, indicando il Comune di svolgimento dei corsi in luogo del capoluogo di provincia».

Corrado Petralia

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