Riposto, il nuovo che… ritorna! -
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Riposto, il nuovo che… ritorna!

Riposto, il nuovo che… ritorna!

Tutto come previsto nel “rimpasto” della Giunta Caragliano che “accoglie” le dimissioni del consigliere Caltabiano per far posto a Biagio Daidone di “Pensiero e Libertà”

Dopo le smentite di facciata e i tanti “distinguo”, la vita politica ad amministrativa ripostese fa registrare l’ennesimo “colpo di scena” da lungo tempo atteso. Le “inattese” dimissioni dell’assessore Rosario Caltabiano per ”impegni professionali” liberano, finalmente (direbbe qualcuno), il posto in Giunta per Biagio Daidone, rappresentante del gruppo di “Pensiero e Libertà”. Gruppo che, in questi ultimi tempi, ha tanto sgomitato per l’agognato “posto al sole”. Posto che, fino alla costituzione dello stesso gruppo, era occupato, in qualità di loro rappresentante, dall’assessore Pappalardo Fiumara. Ma, a quanto pare, la visibilità, mediatica e di rappresentanza, ha fatto splendere di luce propria “l’astro nascente” della politica ripostese in maniera così accecante… da oscurare i consiglierei comunali di cui lo stesso avrebbe dovuto essere l’emanazione all’interno della Giunta. E così, tra mal di pancia e mugugni, si è lavorato il terreno per far attecchire e crescere il gruppo di “Pensiero e Libertà”, con l’obiettivo, persino dichiarato, di un posto “al sole”, senza interposta persona.

Per far posto al “rimpasto”, si è dovuto agire per liberare gli spazi. Il primo a farsi da parte è stato Nino Leotta che, con signorilità, ha preso le distanze dall’Amministrazione Caragliano, ricevendone, in cambio, anatemi e parole pesanti. Colpevole di aver “abbandonato” la casta dei “liberatori di Riposto”, è stato allontanato come un appestato “politico”. Migliore sorte è toccata a Saro Caltabiano che, dando seguito alle numerose indiscrezioni che circolavano da tempo, ha scelto di “farsi da parte” per “impegni professionali”, conservando il posto di consigliere comunale ma, allo stesso, tempo, togliendo dall’imbarazzo chi doveva “trovare” il posto al rappresentante di “Pensiero e Libertà”.

Nella “vicenda Caltabiano” spiace constatare che, da qualche tempo, lo stesso era messo alla gogna (mediatica) nel “cortile” virtuale di Facebook, dove veniva “citato” più per le sue scelte di vestire sportivo, con preferenza per le felpe dell’Aeronautica Militare, che per la sua operatività in seno alla Giunta Caragliano. Qualcuno stava preparando la folla alla sostituzione “indolore”, cominciando con le “denigrazione” dell’assessore Caltabiano? La domanda, per quanto faziosa possa venire bollata, è circolata da tempo, prima di trovare una prima conferma nelle dimissioni dell’assessore Caltabiano con la sua pronta sostituzione da parte della new-old entry Biagio Daidone.

Intanto, sul fronte delle opposizioni, dopo la scelta “ostruzionistica” delle migliaia di emendamenti presentati in sede di discussione consiliare di Bilancio, poi ritirati (secondo numerose voci di corridoi al termine di una trattativa “trasversale”, i cui termini ancora restano poco chiari), poco o nulla sembra muoversi sul versante delle proposte alternative all’attuale Amministrazione. Quest’ultima sta conoscendo una fase di grande apprezzamento da parte della cittadinanza, almeno per quanto sembra emergere dal “cortile virtuale” di Facebook, soprattutto grazia all’opera di “spettacolarizzazione” (intesa come elargizione di spettacoli ed appuntamenti culturali vari) operata nel periodo estivo e natalizio. Elargizione tesa a proporre Riposto come polo si attrazione turistica per turisti e villeggianti, puntando anche sulla voglia di risorgere che l’economia ripostese vorrebbe abbracciare dopo anni molto difficili. Peccato che, per quanto riguarda il rilancio turistico, poco o nulla si sia detto sulla scelta per la gestione della parte pubblica del bacino turistico, il solo fattore di sviluppo che si ha disposizione per Riposto. Una dimenticanza, travolta dal vortice di concerti, convegni, manifestazioni culturali ed elargizioni varie? Oppure il segnale che qualcosa si muove dietro il fumus degli spettacoli elargiti al popolo, senza che quest’ultimo debba pensare ad altro che non sia il “panem et circensem” dei “liberatori di Riposto”?

Corrado Petralia

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