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Caso acqua a S. Venerina: nessun pagamento è dovuto per il servizio di potabilizzazione dopo la risoluzione del contratto

Caso acqua a S. Venerina: nessun pagamento è dovuto per il servizio di potabilizzazione  dopo la risoluzione del contratto

Il Comune di Santa Venerina non dovrà pagare alcuna somma per il servizio prestato dalla società concessionaria della potabilizzazione delle acque dopo la risoluzione del contratto.

A stabilirlo è stata la sentenza del Tribunale delle Imprese di Catania  – nelle persone del magistrati Mariano Sciacca (presidente),  Adriana Puglisi (giudice) e Alessandro Laurino (giudice relatore) – che ha respinto la domanda con cui la società “Ingegneria & Appalti s.r.l.” aveva richiesto al Comune il pagamento di diversi milioni di euro per la gestione degli impianti di potabilizzazione delle acque dopo il lodo arbitrale.

Di questo e di tanto altro si è parlato nel corso dell’incontro-dibattito, organizzato dall’Amministrazione Comunale con i cittadini, svoltosi nella Sala “Luigi Veronelli” della Casa del Vendemmiatore, dal titolo “Il Caso dell’Acqua: a che punto siamo”, moderato dal giornalista Domenico Strano.

La sentenza favorevole ottenuta nei confronti della società “Ingegneria & Appalti s.r.l.”. La società “Ingegneria & Appalti s.r.l.”, infatti, pur essendo intervenuta la risoluzione del contratto, sancita dal lodo arbitrale, in maniera del tutto arbitraria e nonostante il parere contrario dello stesso Comune, dal 2010 al 2016, aveva continuato a gestire il servizio di potabilizzazione pretendendo il pagamento per il servizio prestato.

Il Comune di Santa Venerina, difeso dagli avvocati Alessandro Carrubba, Nicolò D’Alessandro e Pietro De Luca, si è opposto con fermezza all’assurda pretesa della società chiedendone il rigetto.

E’ una sentenza esemplare  – ha detto il sindaco Salvatore Greco – in cui i giudici hanno compreso pienamente le ragioni del Comune di Santa Venerina Questa vittoria rappresenta la liberazione di Santa Venerina da un incubo. Fin dal gennaio 2016, in cui mi arrivò la citazione in giudizio per il 15 aprile 2016, ho sempre avuto fiducia che avremmo vinto. Il lavoro fatto a fianco di ottimi collaboratori e di un trio di avvocati valenti e la lucidità dei giudici ha portato all’unico risultato possibile e giusto”.

I giudici del Tribunale delle Imprese nel respingere le pretese della società hanno utilizzato argomentazioni chiare e ferme riconoscendo la validità e la bontà delle tesi difensive sempre sostenute dall’amministrazione.

Il Tribunale ha sancito che la società aveva il solo diritto a ritenere gli impianti a garanzia del credito scaturente dal lodo ma non a continuare a gestirli. Infatti, la gestione degli impianti genera un profitto che si sovrappone alla penale che la società ha già ricevuto a titolo di mancato guadagno, così come stabilito dal lodo.

Alla luce dei pagamenti già effettuati ad ‘Ingegneria & Appalti’, nella misura stabilita dal lodo – circa 4,8 milioni di euro – e alla luce di questa sentenza –  ha proseguito il sindaco Greco –  appare chiaro il prossimo futuro che è quello di rientrare nel pieno possesso dei serbatori idrici. Questo è però condizionato alla liquidazione di poche migliaia di euro per le parti di ricambio presenti negli impianti, così come stabilito dal lodo, dipendente dall’Organo Straordinario di Liquidazione, che è stato già ampiamente sollecitato”.

La società “Ingegneria & Appalti s.r.l.” è stata altresì condannata a pagare le spese di giudizio a favore del Comune.

L’incontro/dibattito è stato l’occasione per fare il punto della situazione sulle problematiche connesse al servizio di potabilizzazione dell’acqua a Santa Venerina che hanno portato il Comune alla dichiarazione del dissesto nel 2013, alla luce della vittoria giurisprudenziale nei confronti del Ministero dell’Interno dello scorso settembre che ha fatto storia sovvertendo l’orientamento consolidato fino ad allora seguito da tutti gli altri Organismi di Liquidazione (O.S.L.) operanti sul territorio nazionale.

Si ricorderà, infatti, che l’O.S.L., effettuato il pagamento dei debiti della massa passiva in misura transattiva al 60%  voleva restituire la somma residuata di circa 4 milioni di euro, derivante dall’anticipazione di liquidità concessa dallo Stato per pagare i debiti, al Ministero. La linea ipotizzata dai commissari liquidatori avrebbe costretto il Comune di Santa Venerina a dichiarare un nuovo dissesto finanziario in quanto le somme una volta restituite al Comune, e per mezzo di esso al Ministero, non avrebbero potuto essere utilizzate per pagare i debitori che non avendo accettato il pagamento al 60% volevano essere pagati per intero, e chiudere così la procedura del dissesto finanziario. Ciò, nel caso di specie del Comune di Santa Venerina, avrebbe significato che la maggior parte del debito sarebbe rimasta pendente.

Per fortuna il TAR ha dato ragione al Comune: i 4 milioni di euro non sono stati restituiti al Ministero; il creditore maggiore, “Ingegneria & Appalti s.r.l.”, e tutti gli altri creditori minori sono stati pagati; e dal 1 gennaio 2018 il Comune è uscito fuori dal dissesto finanziario.

“Non pretendevamo dei commissari  liquidatori a servizio dell’Ente – ha detto il consigliere Giuseppe Grasso del gruppo di maggioranza ‘Avanti così’ – ma non ci aspettavamo neanche che fossero così ostativi sia contro il Comune che contro gli stessi cittadini. L’auspicio è che questi rapporti possano trovare un diverso stile di composizione almeno negli ultimi mesi del loro mandato”.

La consigliera Sandra Patanè capogruppo di minoranza di “Scelta Libera per Santa Venerina”,  invitata come relatrice all’incontro, pur con qualche nota di dissenso verso la posizione dell’amministrazione, ha tenuto a puntualizzare la posizione collaborativa del suo gruppo verso la definitiva soluzione del problema compreso il pieno rientro nella disponibilità degli impianti idrici. “Non mai avuto problemi a confrontarmi col sindaco  fin dal suo primo mandato elettorale e su questo tema siamo disponibili anche oggi come gruppo di minoranza. Dobbiamo sollecitare l’O.S.L. a pagare la somma dovuta ad Ingegneria ed Appalti per riavere la restituzione degli  impianti idrici per i quali abbiamo già  pagato abbastanza. Siamo pronti a prestare il nostro supporto anche per sollecitare i commissari a non perdere più tempo.”

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