Catania
15°

Francavilla di Sicilia. Affare fatto: il Comune ha venduto la sua “gloriosa” azienda elettrica

Francavilla di Sicilia. Affare fatto: il Comune ha venduto la sua “gloriosa” azienda elettrica

Dopo decenni di trattative, la seduta consiliare di ieri sera ha deliberato il passaggio di proprietà all’Enel dell’impianto che la municipalità dell’Alcantara ha gestito per oltre un secolo, ma ultimamente con grandi difficoltà che ne hanno consigliato la dismissione. Un atto amministrativo di portata storica, ma che pone diversi interrogativi

Quella del 3 dicembre 2018 è una data storica per il Comune di Francavilla di Sicilia. Ieri, infatti, il civico consesso della cittadina dell’Alcantara, con i soli voti favorevoli del gruppo consiliare di maggioranza “La Svolta”, ha autorizzato la cessione della propria azienda elettrica alla società nazionale “Enel”. Il tutto a fronte di un prezzo di vendita pari a 650mila euro ed all’impegno da parte dell’acquirente di investire circa 1,5 milioni di euro per modernizzare e rendere finalmente efficiente la precaria rete elettrica francavillese.

La questione ha tenuto banco per decenni in quanto tra costi di gestione, utenti morosi, onerosi obblighi imposti dalle nuove normative in materia energetica ed il vetusto e fatiscente impianto cittadino la municipalità francavillese non era più obiettivamente in grado di gestire il fondamentale servizio, che nella stragrande maggioranza dei Comuni italiani viene invece garantito da più efficienti gestori esterni.

Il capogruppo consiliare di maggioranza Filippo Grifò

Ieri, dunque, l’attuale sindaco Enzo Pulizzi sarebbe finalmente riuscito a portare a compimento gli sforzi dei suoi predecessori Salvatore Puglisi, Salvatore Nuciforo e Lino Monea, i quali nelle rispettive gestioni amministrative si erano industriati per avviare rapporti con l’Enel al fine di liberarsi di tale “zavorra”, ereditata nel lontano 30 settembre 1910, quando il Comune di Francavilla, dopo un contenzioso legale con l’originario gestore privato, rilevò la piccola centrale elettrica di contrada Ciappa, funzionante attraverso lo sfruttamento dell’energia cinetica derivante dallo scorrere delle acque del fiume Alcantara.

Inizialmente era come se ci si fosse dotati di un “gioiello di famiglia”, ma con l’andare del tempo mantenere un’azienda elettrica è sempre più risultato proibitivo per un Comune che riesce a malapena a garantire i servizi essenziali al cittadino.

E, come qualcuno in questi anni non ha mancato di far notare, l’espressione “azienda” era un termine improprio, visto che l’attività in questione è sempre stata curata dai normali uffici municipali e non certo ad una società partecipata, come tale dotata di un Consiglio d’Amministrazione e di propri dipendenti.

In ogni caso, anche nella seduta di Consiglio Comunale di ieri sera l’alienazione all’Enel dell’azienda elettrica comunale francavillese è stata profondamente osteggiata dal gruppo consiliare di minoranza “Scriviamo Insieme il Futuro”, guidato dall’ex primo cittadino Lino Monea. Quest’ultimo ed il consigliere Alessandro Vaccaro hanno richiesto invano il rinvio della decisione sulla dismissione in quanto alla competente Commissione Consiliare, convocata al riguardo appena una settimana fa, non sarebbero stati forniti tutti i documenti necessari per potersi consapevolmente esprimere sulla delicata questione.

Monea e Vaccaro hanno anche avuto da ridire sulla presenza al tavolo consiliare dell’ingegnere Aldo Ricci e dell’avvocato Giulia Crivellini, rappresentanti di “Energy Advisors”, ossia la società di consulenza nel settore energetico cui il Comune di Francavilla si è affidato per poter ricevere un’adeguata assistenza nella trattativa con l’Enel.

Il consigliere comunale d’opposizione Alessandro Vaccaro

«Con questi autorevoli professionisti – ha in particolare dichiarato Lino Monea – avremmo dovuto discutere e confrontarci sin da quasi un anno fa, quando hanno inviato la loro relazione tecnica sull’argomento di cui trattasi, mentre sono stati invitati nel nostro Comune solo adesso, ossia nell’ultima occasione utile per poter deliberare in merito. Mi chiedo se, visto che questi due tecnici non fanno parte del nostro organo consiliare, non sarebbe stato opportuno convocare un Consiglio Comunale in seduta aperta, in maniera tale da dar loro la possibilità di intervenire e prendere la parola ufficialmente».

«In ogni caso – gli ha fatto eco il consigliere Vaccaro – su richiesta dell’Amministrazione Comunale i rappresentanti della “Energy Advisors” avrebbero dovuto riferire all’apposita Commissione Consiliare prima che si giungesse alla deliberazione conclusiva. Questo perché in Consiglio Comunale bisogna deliberare con le idee già ben chiare e non con un dibattito ancora da aprire».

Per tutta risposta, alla passata Amministrazione Comunale del sindaco Lino Monea è stata rimproverata la mancata “pubblicizzazione” delle prime relazioni tecniche inviate nel 2017 dalla “Energy Advisors”. Monea ha al riguardo dichiarato di non essersela sentita di decidere da solo su queste relazioni senza il supporto democratico di un Consiglio Comunale, sciolto appena qualche anno dopo l’insediamento della sua Amministrazione e sostituito da un commissario regionale.

Dal canto loro i rappresentanti del gruppo consiliare di maggioranza “La Svolta”, ed in particolare il capogruppo Filippo Grifò ed il consigliere Antonino Marchese, hanno definito contraddittoria la presa di posizione dei loro avversari in quanto era stato proprio l’ex sindaco Lino Monea, pochi mesi prima della scadenza del suo mandato, ad avviare i rapporti con la “Energy Advisors” per poter giungere alla cessione all’Enel dell’azienda elettrica comunale, allora pubblicamente definita dallo stesso Monea «una palla al piede di cui al più presto disfarsi».

Il consigliere comunale di maggioranza Antonino Marchese

«Noi – hanno replicato Lino Monea ed Alessandro Vaccaro – abbiamo solo iniziato un doveroso percorso che, senza nulla togliere alle professionalità espresse dalla “Energy Advisors”, avrebbe meritato ulteriori approfondimenti nell’interesse del nostro ente e della comunità locale. Reiteriamo, pertanto, la nostra richiesta di rinviare questa importantissima decisione di qualche settimana, anche perché non si ravvisa nessuna urgenza al riguardo».

Ed invece, nel suo intervento al Consiglio Comunale francavillese di ieri sera, l’ingegnere Ricci della “Energy Advisors”, autorizzato ad esprimersi con ampia facoltà di parola dallo scrupoloso presidente del civico consesso Isidoro Musumeci, ha chiaramente fatto intendere che più passa il tempo e più per il Comune di Francavilla di Sicilia il protrarsi della trattativa con l’Enel potrebbe risultare “sconveniente” (ossia sempre più meno soldi da incassare e sempre più multe da pagare). Ciò sulla base del Decreto Bersani e di altre normative, tra cui quelle susseguenti al recente disastro del Ponte Morandi, che impongono l’urgente messa in sicurezza delle infrastrutture pubbliche, tra cui gli impianti elettrici.

Alla seduta consiliare francavillese di ieri sera, protrattasi per oltre tre ore, hanno “appassionatamente” assistito numerosi cittadini, alcuni dei quali, a margine dell’assise, hanno fatto notare che l’Enel non è certamente l’unica società nazionale cui “obbligatoriamente” affidare la gestione dei servizi elettrici. «Io – ha in particolare affermato uno dei presenti – ricevo come tanti diverse telefonate al giorno da vari gestori che mi propongono i rispettivi contratti. Credo, pertanto, che se a qualcuno di questi gestori, che cercano i clienti ad uno ad uno, il Comune di Francavilla avesse offerto  il “pacchetto” delle sue oltre duemila utenze, si sarebbero potute ottenere condizioni economiche più vantaggiose rispetto a quelle offerteci dal “colosso” Enel».

Parafrasando la denominazione della coalizione di maggioranza attualmente alla guida del Comune dell’Alcantara, con questa alienazione dell’azienda elettrica municipale Francavilla di Sicilia è effettivamente ad una “svolta”, auspicabilmente in senso positivo.

Rodolfo Amodeo

Potrebbero interessarti anche