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Randazzo, il Consiglio comunale approva all’unanimità la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario.

Randazzo, il Consiglio comunale approva all’unanimità la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario.

Il sindaco Sgroi si mostra fiducioso per la sorte finanziaria dell’Ente, ma punta il dito contro chi, nel passato recente, non ha saputo amministrare la cosa pubblica e assolve con “formula piena” gli amministratori degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.

Seduta del Consiglio comunale storica quella tenutosi ieri, 31 ottobre, nell’aula consiliare “Falcone e Borsellino” presieduta dal presidente Alfio Ragaglia. Come previsto (leggi Randazzo, rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario. Questa sera la discussione in Consiglio comunale), la proposta di “Rimodulazione del Piano di Riequilibrio pluriennale finanziario ai sensi dell’art. 243 bis del D. Lgs. 267/2000 – Periodo dal 2015 al 2034”, presentata dall’amministrazione Sgroi, è stata approvata all’unanimità.

I sedici consiglieri in carica, tutti presenti, hanno espresso voto favorevole. Anche l’opposizione, coerentemente con quanto verificatosi nel 2016, ha votato per la rimodulazione del piano di riequilibrio. Insomma, per quello che si è visto ieri in consiglio comunale, tutti sperano che la rimodulazione voluta dal sindaco Sgroi e dalla sua maggioranza, ma apprezzata anche dall’opposizione, diventi “legge”.

Erano decenni che non capitava una situazione simile su una delicata questione politica. Un generale senso di responsabilità, ma anche una prima battaglia vinta brillantemente dal neo sindaco, Francesco Sgroi, che sul risanamento dei conti del comune ha fondato la sua missione fin dalla campagna elettorale. Tant’è che all’inizio del suo mandato ha avocato a sé persino le deleghe riguardanti le attività economico-finanziarie del comune.

Adesso gli occhi sono tutti puntati verso Roma, dove c’è un altro grosso ostacolo da superare. È lì, infatti, presso il Ministero dell’Interno e successivamente alla Corte dei Conti, che si gioca la partita più difficile per la definitiva approvazione del progetto di risanamento dei conti, così come rimodulato dall’amministrazione Sgroi. Soltanto dopo questi due passaggi cruciali si potrà cantare vittoria e iniziare con il processo di ristrutturazione vero e proprio.

Ci vorrà una generazione per ripianare un deficit finanziario strutturale di oltre nove milioni di euro, accumulato dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso.

“La deliberazione unanime è stata la migliore decisione che il consiglio potesse esprimere per le sorti della città – dichiara il presidente del consiglio comunale Alfio Ragaglia, che aggiunge – con il voto unitario il civico consesso ha reso ancora più credibile e attendibile la proposta presentata dal sindaco Sgroi. Ringrazio i consiglieri, sia di maggioranza sia di minoranza, – aggiunge il presidente – per aver dimostrato senso delle istituzioni e grande responsabilità. Con questo voto abbiamo creato le condizioni per evitare il dissesto finanziario e l’insediamento di commissari prefettizi. Per quanto mi riguarda – ci dice – interpreto questa votazione unanime come una svolta positiva per la politica locale che, sono certo, darà i suoi frutti anche alla cittadinanza. Un plauso – conclude il presidente Alfio Ragaglia – va pure al sindaco e alla sua giunta per l’impegno profuso nella rimodulazione attenta e precisa del piano di riequilibrio”.

Il sindaco Sgroi, visibilmente appagato per aver ottenuto un importantissimo risultato politico, si mostra fiducioso per la sorte finanziaria dell’Ente, ma punta il dito contro chi, nel passato recente, non ha saputo amministrare la cosa pubblica e assolve con “formula piena” gli amministratori degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.

“Sono soddisfatto – dichiara il sindaco – per aver presentato al consiglio comunale, entro la perentoria scadenza imposta dalla legge, quanto avevo promesso in campagna elettorale. Ho promesso agli elettori che avrei riportato normalità nei conti e sicurezza economico-finanziaria all’ente e, in questa prospettiva, la rimodulazione del piano di riequilibrio ne è la chiara dimostrazione. Il piano approvato nel 2016 dall’amministrazione Mangione, per le sue lacune e le grossolane imprecisioni – continua il sindaco – avrebbe condannato con certezza il comune al dissesto finanziario, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare; ma oggi, con la rimodulazione che ho curato personalmente insieme a un’equipe di esperti, sono certo di aver vinto la sfida che avevo lanciato in campagna elettorale. Sono altresì soddisfatto – aggiunge – per l’approvazione unanime da parte del consiglio comunale, un dato in controtendenza rispetto agli ultimi decenni. Ma è tutto – ci dice. Da un’attenta analisi dei documenti e dei bilanci del comune escludo, pienamente, che l’attuale disastro finanziario dell’Ente risalga agli anni Ottanta e Novanta. Quindi – esclama – sfatiamo una leggenda metropolitana: i problemi economici per il comune non risalgono a trenta o quarant’anni fa, ma si sono verificati, più che in ogni altro periodo, soprattutto nel passato recente. Ed è qui, in un breve periodo, che vanno ricercate tutte le sventure e la cattiva gestione politico-amministrativa dell’Ente”.

Gaetano Scarpignato

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