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Macchia di Giarre, tra degrado, disservizi e indifferenza FOTO STORY

Macchia di Giarre, tra degrado, disservizi e indifferenza  FOTO STORY

Macchia di Giarre, è diventata negli ultimi anni uno dei simboli del degrado urbano dove progressivamente sono stati soppressi i servizi essenziali. A cominciare dalla delegazione comunale di via Principe di Piemonte all’interno della quale è stata dismessa la biblioteca, un tempo punto di riferimento degli abitanti della frazione, mentre il distaccamento di polizia municipale da oltre un anno mesi è stato soppresso. Peggio. In tema di presidi della legalità all’orizzonte c’è anche la chiusura della storica caserma dei carabinieri di viale Mediterraneo.

L’edificio è stato costruito con cemento depotenziato e, all’esito di alcuni sondaggi geologici, è emersa la necessità di una radicale ristrutturazione. Per la realizzazione delle opere manutentive, così come recentemente confermato dal sindaco Angelo D’Anna in un incontro con gli abitanti della frazione, occorre oltre un milione di euro. Nel frattempo sul futuro della caserma, sede della locale Stazione dei carabinieri incide, poi, quel programma nazionale di razionalizzazione delle spese avviato dal ministero dell’Interno e che prevede la chiusura del comando decentrato dei carabinieri.

A Macchia, poi, c’è quel museo antropologico dell’Etna di via Emanuele Filiberto, una struttura pubblica, costruita con estrema lungimiranza sul letto del torrente Macchia, chiusa da lungo tempo per l’inagibilità dei locali.

E ancora: la stele di San Vito, a pochi metri dalla piazza, che versa in condizioni di estremo degrado con le piante grasse sradicate dal vento lasciate in bella vista. Una offesa al Santo protettore della popolosa frazione.

Poco distante primeggia quel gigantesco parco comunale che si estende su una superficie di oltre 30 mila mq, i cui servizi igienici, inagibili e devastati dai vandali, rappresentano un concreto pericolo soprattutto per i bambini che frequentano l’area attrezzata a verde di viale dello Jonio.

Gli ingressi dei servizi igienici che da oltre 25 anni attendono di essere ristrutturati e resi fruibili,un tempo murati,  sono totalmente accessibili da chiunque, in assenza di misure di protezione. Il parco comunale che d’estate ospita decine di eventi, si presenta con la vasca artistica piena di acqua melmosa e con le pompe idriche guaste e mai manutenzionate.

E  poi l’ex plesso scolastico di via Russo, devastato dal terremoto del dicembre 2002, accanto il micro asilo deturpato dai vandali. La struttura in attesa dell’apertura, nella totale indifferenza dell’amministrazione,  è stata di recente depredata.  E’ la ciliegina finale di una frazione ormai irriconoscibile.

Mario Previtera

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