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Giarre, Contratto di quartiere: storia di un fallimento. E sui cantieri bloccati del teatro il sindaco tace

Giarre, Contratto di quartiere: storia di un fallimento. E sui cantieri bloccati del teatro il sindaco tace

Obiettivi falliti. Silenzio assordante e diffide a tempo. Sullo sfondo, nell’ultimo anno, anche l’imbarazzante silenzio del sindaco Angelo D’Anna riguardo la richiesta avanzata dall’Area tecnica di procedere alla rescissione del contratto con l’impresa che nella primavera del 2015 ha sospeso i lavori dell’eterno teatro.

 

 

La storia del Contratto di quartiere  inizia  nel lontano 2004 quando il Comune di Giarre ha aderito al bando. L’obiettivo primario – in linea alle finalità del finanziamento – era quello di promuovere una azione di recupero e riqualificazione urbana in aree di degrado edilizio e urbanistico, a scarsa coesione sociale, in presenza di carenza di servizi. L’area prescelta era quella attorno al teatro incompiuto, tra via Alfieri, gli insediamenti popolari di via Carducci e la via Teatro che raggiunge il cuore del quartiere Carmine.

Un progetto ambizioso a lungo inseguito dalle amministrazioni che nel tempo si sono susseguite, sino alla svolta del 2010, quando il Comune di Giarre, è stato finalmente ammesso al finanziamento: 9 milioni di euro, poi ridotto a 6.

Gli interventi cofinanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Regione Siciliana, si ponevano come obiettivo la demolizione dei fatiscenti alloggi di edilizia popolare esistenti in via Carducci e la realizzazione, ex novo, di 48 alloggi di edilizia residenziale; realizzazione al piano terra del complesso di edilizia residenziale di un centro sociale a servizio dei residenti; costruzione di due strade perimetrali laterali al fabbricato, di collegamento con la viabilità esistente e, dopo lunghi anni di traversie burocratiche, il recupero strutturale dello storico teatro incompiuto, noto come teatro “nuovo”.

Nell’agosto del 2015 gli alloggi popolari di va Carducci sono stati consegnati ai legittimi assegnatari, ma con le prime piogge di fine estate sono subito emerse le magagne di una costruzione incompleta: scale invase dalla pioggia, ascensori disattivati, citofoni in avaria. Peggio. A due anni dalla consegna degli immobili a 15 inquilini – ritenuti privi di titoli – lo scorso mese è stata a sorpresa recapitata una diffida a lasciare entro due settimane l’alloggio, arbitrariamente occupato, pena lo sgombero coatto. Un altro obiettivo fondante del finanziamento era l’attivazione del centro sociale.

A due anni dal completamento delle opere la struttura di aggregazione sociale non è stata mai consegnata, mentre i locali sono stati cannibalizzati nella totale indifferenza delle istituzioni: rubati quadri elettrici, termosifoni, infissi e caldaie. Ancora oggi le porte d’ingresso del centro sociale (sul lato di via Alfieri) sono prive di lucchetti e non esiste alcuna vigilanza.

E il teatro? Una storia infinita. Una farsa tutta giarrese. L’opera pubblica, dal lontano 1956 ,attende di essere consegnata al città. Il Contratto di Quartiere non ha messo fine all’ingloriosa vicenda del teatro: improvvisamente i cantieri nel complesso teatrale, nel marzo del 2015, si sono fermati senza più riprendere.

I vertici dell’Area tecnica del Comune, in due occasioni hanno chiesto (l’ultima proposta risale al marzo scorso) all’amministrazione di procedere ala rescissione del contratto con l’impresa che ha immotivatamente sospeso i lavori, lasciando in ricordo l’impalcatura.

Ad oggi, l’Ufficio tecnico a quella richiesta obbligatoria di rescindere il contratto non ha ricevuto alcuna risposta. Silenzio totale del sindaco e della Giunta. Nel frattempo il teatro si è trasformato in un cantiere fantasma esposto ai furti e ai rischi di nuove pesanti incursioni vandaliche.

Mario Previtera

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