Giarre, al via la XIV edizione del Premio “Biagio Andò”: la Costituzione patrimonio di tutti, oltre ogni appartenenza politica -
Catania
21°

Giarre, al via la XIV edizione del Premio “Biagio Andò”: la Costituzione patrimonio di tutti, oltre ogni appartenenza politica

Giarre, al via la XIV edizione del Premio “Biagio Andò”: la Costituzione patrimonio di tutti, oltre ogni appartenenza politica

«La Costituzione non è di destra né di sinistra: è di tutti». È questo il messaggio al centro del primo incontro della quattordicesima edizione del Premio “Biagio Andò”, promosso dalla Fondazione Nuovo Mezzogiorno e ospitato nell’Aula Magna dell’IIS Leonardo di Giarre. Un’iniziativa che, nel ricordo di una figura che ha segnato la storia civile e politica del territorio tra Giarre e Riposto, punta a trasmettere alle nuove generazioni il valore della democrazia e della partecipazione.

La democrazia, del resto, non si eredita: si impara. È questo lo spirito che accompagna l’edizione 2026, dedicata al tema “Educare alla politica per rafforzare le istituzioni”. Un percorso che invita a riscoprire la politica nella sua dimensione più autentica: impegno, formazione e servizio alla comunità, nel solco dell’esempio di Biagio Andò, uomo politico che seppe mantenere un forte legame con i cittadini. Il primo appuntamento, dedicato al rapporto tra Costituzione e appartenenze politiche, ha inaugurato un ciclo di quattro incontri.

Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Tiziana D’Anna, che ha rivolto un saluto ai relatori e invitato gli studenti a interessarsi alla vita pubblica e al bene comune. «Educare alla politica significa riconoscere nelle istituzioni un patrimonio comune, che appartiene a tutti i cittadini al di là delle appartenenze», ha sottolineato.

Il segretario della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, Salvo Lisi, ha ricordato la lezione di Biagio Andò, «politico amato dal popolo perché ha vissuto l’impegno pubblico come servizio alla comunità». Da qui la riflessione su come sia possibile rafforzare oggi le istituzioni, partendo proprio dalla formazione di cittadini consapevoli. Lisi ha inoltre richiamato il valore delle iniziative promosse nel corso delle precedenti edizioni, nate con l’obiettivo di difendere la democrazia e le libertà e contribuire alla crescita delle nuove generazioni.

Un contributo al dibattito è arrivato anche attraverso il videomessaggio di Gianni Pittella, che ha ripercorso la nascita della Costituzione italiana, frutto di un «compromesso positivo» tra forze politiche profondamente diverse, unite dalla consapevolezza che fosse necessario fissare regole, principi e valori condivisi dopo la dittatura fascista.

«Avevano idee diverse su tutto, ma capirono che prima delle divisioni bisognava stabilire le regole, i principi e i valori su cui fondare la convivenza», ha ricordato Pittella. Una lezione che, secondo l’ex esponente politico, appare oggi particolarmente attuale, in un clima nel quale «essere avversari significa essere nemici». Al contrario, è possibile confrontarsi anche duramente senza perdere il riconoscimento reciproco di appartenere alla stessa comunità democratica.

Pittella ha quindi rilanciato la necessità di riprendere il progetto, rimasto incompiuto, di una Costituzione europea, naufragato dopo i referendum in Francia e nei Paesi Bassi, a suo giudizio condizionati da una propaganda alimentata dalle paure più che da un confronto sul merito. In un mondo «senza bussola e senza governo della politica», ha concluso, l’Europa ha bisogno di costruire una propria identità politica per poter svolgere un ruolo da protagonista nello scenario globale.

Ad aprire il confronto con la platea degli studenti è stato Enrico Nastro Siniscalchi, che ha auspicato il mantenimento di un elevato livello di coscienza civica e di dialogo, oggi più che mai necessari. Ha inoltre evidenziato una certa carenza di idee e di elaborazione del pensiero, sottolineando quanto sia importante mettere a confronto culture e opinioni differenti per alimentare il senso critico e la capacità di comprendere la realtà.

Per Salvo Andò, il Premio rappresenta «un appuntamento importante per il mondo della scuola ma anche per la società civile», con l’obiettivo di educare alla democrazia soprattutto le giovani generazioni. «In un mondo disordinato, imprevedibile, violento, c’è più che mai bisogno di educare alla politica, al rispetto delle istituzioni e alla capacità dei giovani di padroneggiare gli strumenti della democrazia». L’ex ministro, accolto da un caloroso applauso, ha espresso apprezzamento per una generazione che negli ultimi tempi ha manifestato una rinnovata partecipazione attraverso proteste vibranti, precisando che queste «devono sempre essere pacifiche e protese al cambiamento».

A concludere gli interventi è stato Andrea Piraino, che ha approfondito gli aspetti giuridici e costituzionali del tema. «La Costituzione è di tutti perché è frutto di una grande partecipazione popolare e della volontà di cambiare davvero dopo il fascismo e la lotta di Liberazione. Non riguarda una sola categoria, una classe, un partito, ma tutti, perché nella nazione dobbiamo convivere».

Piraino ha quindi richiamato l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza e introduce il concetto di uguaglianza sostanziale, andando oltre quella puramente formale. «Essendo diversi, abbiamo tutti diritto di avere le stesse opportunità, pur nelle nostre diversità», ha concluso.

Numerose le domande rivolte dai ragazzi ai relatori, a testimonianza dell’interesse suscitato dal confronto. Tra gli studenti intervenuti, Riccardo Guarrera, Clelia Cardillo e Lorenzo Pollicina. Un dialogo che ha confermato il senso più profondo dell’iniziativa: avvicinare i giovani alla politica non come contrapposizione ideologica, ma come conoscenza, responsabilità e partecipazione alla vita democratica.

Potrebbero interessarti anche