Com’è cambiata negli anni la “struttura” del web, tra tecnologia ed esigenze -
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Com’è cambiata negli anni la “struttura” del web, tra tecnologia ed esigenze

Com’è cambiata negli anni la “struttura” del web, tra tecnologia ed esigenze

Il web che utilizziamo oggi conserva solo in parte la struttura dei siti che popolavano Internet nei suoi primi anni. Allora bastavano poche pagine, una homepage che funzionava come punto di partenza e una serie di collegamenti attraverso i quali raggiungere le diverse sezioni. Oggi i grandi portali possono contenere migliaia o milioni di contenuti, servizi interattivi, aree personali, motori di ricerca interni e sezioni aggiornate continuamente.

La trasformazione non è stata soltanto grafica. È cambiata soprattutto l’organizzazione tecnica dell’informazione. Dietro una pagina apparentemente semplice esiste spesso una struttura composta da categorie, sottocategorie, modelli di pagina, componenti riutilizzabili e sistemi che distribuiscono gli stessi contenuti tra desktop, smartphone e altri dispositivi. L’obiettivo non è più soltanto pubblicare informazioni, ma renderle individuabili e comprensibili all’interno di ecosistemi digitali sempre più estesi.

Dai primi siti alla necessità di costruire vere gerarchie

Nei primi anni del web era relativamente normale trovare siti composti da una successione di pagine collegate quasi direttamente tra loro. Quando il numero dei contenuti ha cominciato a crescere, questo modello ha mostrato rapidamente i suoi limiti.

È diventato necessario stabilire quali informazioni appartenessero alla homepage, quali alle sezioni principali e quali dovessero invece essere collocate più in profondità. È ciò che oggi viene normalmente ricondotto al concetto di architettura dell’informazione.

Nielsen Norman Group distingue chiaramente questo concetto dalla semplice sitemap: la mappa del sito rappresenta infatti visivamente la gerarchia, mentre l’architettura dell’informazione comprende il modo complessivo in cui contenuti e funzionalità vengono organizzati. Una sitemap permette quindi di osservare come sezioni e pagine siano collegate e può aiutare, già durante la progettazione, a individuare aree mancanti o organizzazioni poco coerenti.

Il risultato è il passaggio da un web composto prevalentemente da singole pagine a un web costruito come insieme di ambienti strutturati.

La homepage non è più necessariamente il punto di partenza

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda proprio il ruolo della homepage. Nei primi siti era praticamente l’ingresso obbligato. Oggi un utente può arrivare direttamente su un articolo, una scheda prodotto o una pagina molto interna attraverso un motore di ricerca, un social network, una newsletter o un link ricevuto in chat. Ogni pagina deve quindi essere in grado di spiegare implicitamente dove ci si trova.

Da questa necessità deriva l’importanza crescente di intestazioni coerenti, menu principali, navigazioni locali e breadcrumb, cioè quei piccoli percorsi che mostrano la posizione della pagina all’interno della gerarchia generale del sito. Nielsen Norman Group sottolinea da tempo come un buon sistema di navigazione debba comunicare non soltanto dove l’utente può andare, ma anche dove si trova in quel momento.

Per questo motivo un portale moderno deve funzionare anche quando viene percorso partendo dal centro anziché dall’ingresso principale.

Dalle pagine costruite singolarmente ai sistemi modulari

Anche il modo di costruire materialmente i siti è cambiato. Nei progetti più grandi non è più efficiente immaginare ogni pagina come un elemento completamente indipendente.

Header, menu, box informativi, schede, gallerie, pulsanti e altri elementi vengono generalmente progettati come componenti che possono essere utilizzati più volte. Una modifica effettuata alla struttura generale può quindi riflettersi su un grande numero di pagine senza doverle ricostruire singolarmente.

La diffusione dei sistemi di gestione dei contenuti ha accelerato ulteriormente questa trasformazione. La separazione tra struttura del portale e singolo contenuto permette alle redazioni o alle aziende di pubblicare nuove pagine seguendo modelli già prestabiliti.

È una differenza importante rispetto al web precedente: l’unità fondamentale non è più necessariamente la singola pagina realizzata una volta per tutte, ma un modello capace di ospitare contenuti differenti mantenendo una struttura riconoscibile.

L’esplosione del mobile ha cambiato l’organizzazione delle pagine

L’arrivo degli smartphone ha costretto il web a rivedere un altro principio fondamentale. Per molto tempo i siti erano progettati pensando principalmente allo schermo di un computer. Successivamente non è stato più possibile considerare desktop e mobile come mondi separati.

Menu, colonne, immagini e contenuti devono adattarsi a spazi molto differenti. Alcuni elementi possono cambiare disposizione, altri diventare espandibili e altri ancora essere semplificati.

Questa trasformazione non riguarda soltanto l’estetica. Anche il W3C evidenzia come una corretta struttura semantica dei menu permetta alle interfacce di adattarsi meglio, per esempio, agli schermi piccoli, all’ingrandimento della pagina e alle tecnologie assistive. Il portale moderno viene quindi progettato come una struttura flessibile, non come una pagina dalle dimensioni prestabilite.

La struttura deve essere comprensibile anche alle macchine

L’evoluzione tecnica del web ha portato inoltre a distinguere sempre più chiaramente l’aspetto visivo di una pagina dal suo significato strutturale.

Un titolo non dovrebbe essere riconoscibile come tale soltanto perché appare grande sullo schermo. Un’area di navigazione, un contenuto principale e una sezione secondaria devono essere identificabili anche attraverso il codice della pagina.

Il W3C raccomanda per questo una struttura coerente attraverso elementi HTML semanticamente appropriati, regioni identificabili e titoli ordinati logicamente secondo il rapporto tra le varie sezioni. Una costruzione di questo tipo permette, tra le altre cose, alle persone che utilizzano screen reader o tastiera di muoversi più facilmente all’interno del documento.

L’accessibilità ha quindi contribuito a rendere la struttura dei portali più rigorosa. Le WCAG 2.2 sottolineano, tra gli altri principi, la necessità di avere navigazioni coerenti, titoli descrittivi, collegamenti comprensibili e più modalità per raggiungere le pagine appartenenti a un insieme complesso.

Ricerca interna e categorie gestiscono portali sempre più grandi

Quando un sito contiene poche decine di pagine, un menu può essere sufficiente. Quando ne contiene migliaia, la situazione cambia radicalmente.

Per questo i grandi portali affiancano alla navigazione gerarchica strumenti differenti: ricerca interna, filtri, tassonomie, categorie tematiche, pagine di raccolta e collegamenti tra contenuti correlati.

Non significa necessariamente mostrare più elementi contemporaneamente. Al contrario, uno dei problemi dei portali molto estesi è evitare di trasformare ogni pagina in un gigantesco indice. Nielsen Norman Group ha evidenziato come una navigazione sovraccarica possa diventare controproducente e come sia spesso preferibile mantenere visibili le funzioni davvero importanti, collegando invece in maniera contestuale i contenuti pertinenti.

La complessità tecnica del sito cresce, mentre quella percepita dall’utente dovrebbe idealmente diminuire.

Il caso dei portali di giochi online

Una rappresentazione particolarmente evidente di questa evoluzione può essere osservata nei portali dedicati ai giochi online, come per esempio Casinò online NetBet.

Al loro interno possono convivere numerose categorie, pagine dedicate ai singoli titoli, sezioni informative, strumenti di ricerca, filtri, aree personali e contenuti editoriali. Dal punto di vista dell’organizzazione strutturale, hanno quindi alcune caratteristiche in comune con grandi piattaforme di streaming o marketplace digitali.

Un portale di giochi con un catalogo molto ampio non può semplicemente inserire centinaia di titoli nella stessa pagina. La struttura deve permettere di distinguerli attraverso categorie, provider, tipologie o altre caratteristiche, mettendo contemporaneamente a disposizione strumenti di ricerca e navigazione.

La stessa logica vale per altri grandi cataloghi digitali. La sfida tecnica consiste nel mostrare all’utente soltanto una piccola parte di un archivio potenzialmente enorme, lasciando però sempre comprensibile il percorso verso gli altri contenuti.

Nel caso dei servizi legati al gioco con denaro, alla normale organizzazione del portale si aggiungono naturalmente gli elementi informativi, normativi e di tutela richiesti nei mercati in cui il servizio opera.

La velocità è diventata una parte dell’architettura

La crescita dei portali ha prodotto anche un problema molto concreto: aumentando immagini, video, componenti e funzioni interattive, una pagina può diventare progressivamente più pesante. La performance non può quindi essere affrontata soltanto alla fine dello sviluppo.

Google, attraverso web.dev, considera elementi come rapidità con cui viene mostrato il contenuto principale, stabilità visiva della pagina e reattività alle interazioni aspetti centrali della qualità dell’esperienza web.

Di conseguenza l’organizzazione tecnica moderna tende a caricare e mostrare le risorse con maggiore attenzione, evitando quando possibile di richiedere immediatamente tutto ciò che il portale possiede.

Anche in questo caso la differenza rispetto al passato è significativa: la struttura del sito non deve soltanto stabilire dove si trova un’informazione, ma anche in quale momento e in quale forma debba essere presentata.

Un web tecnicamente più complesso ma apparentemente più semplice

Il paradosso dell’evoluzione del web è proprio questo. I portali sono diventati enormemente più complessi dietro le quinte, mentre l’interfaccia tende a cercare maggiore semplicità.

Una grande piattaforma può gestire quantità immense di contenuti senza mostrarne la complessità all’utente. Categorie, gerarchie, componenti, motori di ricerca interni e sistemi di gestione lavorano insieme affinché una persona possa raggiungere quello che cerca attraverso pochi passaggi comprensibili.

Anche il W3C lega esplicitamente l’organizzazione dei contenuti alla possibilità per gli utenti di orientarsi, trovare ciò che cercano e capire in quale parte del sito si trovano. Titoli chiari, sezioni descrittive, differenti percorsi di accesso e una struttura coerente contribuiscono tutti allo stesso obiettivo.

L’evoluzione tecnica del web può quindi essere letta come il passaggio dalla costruzione delle pagine alla progettazione di sistemi informativi. La pagina rimane ciò che vediamo sullo schermo, ma ormai è soltanto la superficie di strutture molto più grandi: portali pensati per organizzare informazioni, servizi e contenuti in maniera continua, adattabile e soprattutto comprensibile.

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