Altro che cripte o musei: a Giarre la cultura punta sui "funghi Unesco" -
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Altro che cripte o musei: a Giarre la cultura punta sui “funghi Unesco”

Altro che cripte o musei: a Giarre la cultura punta sui “funghi Unesco”

In ambito culturale il Comune di Giarre punta sui “funghi Unesco”, altro che valorizzazione delle cripte di piazza De Andrè o del Museo delle migrazioni

L’antefatto

Nei giorni scorsi vi avevamo dato conto della proposta del vice presidente del Consiglio comunale, Raffaele Musumeci, di destinare alla riqualificazione dell’area di piazza De Andrè (ex camposanto vecchio) il finanziamento che, tramite la Regione siciliana, viene assegnato ai Comuni nei cui territori ricadono siti e geoparchi Unesco. A Giarre, che fa parte del parco dell’Etna, sito Unesco, sono stati assegnati 76.801,61 euro.

Di seguito, la prof.ssa Grazia Messina aveva chiesto attenzione per il Museo delle migrazioni, frutto di un lavoro del Liceo Leonardo, allestito durante la sindacatura Sodano nel palazzo delle culture, ma da diversi anni ormai dimenticato. Musumeci ha quindi appoggiato questa richiesta, chiedendo che la metà del finanziamento Unesco fosse destinata per il trasferimento del museo delle migrazioni nell’ex pescheria di via Calderai.

Museo o Cripte? Funghi!

La giunta Cantarella, con la delibera n. 99 del 23/07/2026, ha approvato il programma degli interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico, turistico e identitario del sito unesco “Monte Etna”, finanziato con le risorse assegnate al Comune di Giarre, per sostenere una rassegna teatrale e il Festival del fungo in programma a settembre.

Nel testo del programma allegato alla delibera (clicca e leggi il PROGETTO UNESCO), a firma dell’assessore Giuseppe Cavallaro, si legge che “Ogni attività proposta (teatrale, gastronomica o musicale) è finalizzata a rafforzare il legame profondo tra la comunità locale e il sito UNESCO dell’Etna, garantendo la trasmissione alle generazioni future dei saperi e delle tradizioni locali. Conclusione: In ragione di quanto esposto, si ritiene che la spesa sia non solo ammissibile, ma strategica per il perseguimento degli obiettivi di valorizzazione del patrimonio UNESCO, trasformando le risorse ricevute in un volano di sviluppo economico, sociale e culturale per l’intera collettività di Giarre”.

Per cosa devono essere spesi questi fondi?

Secondo un comunicato dell’assessorato alle autonomie locali, questi finanziamenti “devono essere utilizzati esclusivamente per la valorizzazione culturale, la promozione turistica, la tutela e il miglioramento della fruizione del patrimonio artistico, museale e naturalistico”. Una definizione così ampia che ci si può mettere dentro tutto, quindi pure i funghi possono rientrare. Peccato che Giarre non abbia neanche una particolare “vocazione micologica”, non possedendo habitat per la crescita di funghi. Mentre le cripte del camposanto vecchio o il Museo delle migrazioni custodiscono il racconto della storia di questo territorio e delle persone che vi hanno vissuto. Sarebbero stati meglio spesi per due luoghi culturali. Vallo a spiegare adesso ai leoni da tastiera che i finanziamenti pubblici hanno specifiche finalità da rispettare! Chissà quanti, senza neanche leggere questo articolo, commenteranno che sarebbe stato meglio spendere i 78mila euro e rotti per tappare i buchi delle strade!

Conclusioni

Non sappiamo se i 78mila euro saranno utilizzati in tutto o in parte e, quindi, se magari poi qualche somma potrà essere in seguito assegnata per il Museo delle migrazioni o per le cripte. Ma, ad ogni modo, per quei pochi dimenticati spazi culturali che ha Giarre, come il Museo o le cripte, quali altri finanziamenti potrebbero arrivare? Per sagre, feste e concerti altri finanziamenti, almeno negli anni passati, sono arrivati.

Insomma, se servivano somme per una rassegna teatrale o per una sagra qualche finanziamento, tramite la mediazione di qualche deputato amico o parente d’Italia sarebbe stato assegnato. D’altra parte le sagre portano voti, danno visibilità, hanno nastri da tagliare, mentre invece le cripte e il museo delle migrazioni, trattando di defunti e di emigrati riguardano cittadini che, di sicuro, non voteranno alle prossime comunali.

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