Giarre, decreto ingiuntivo da 220 mila euro per forniture idriche mai pagate -
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Giarre, decreto ingiuntivo da 220 mila euro per forniture idriche mai pagate

Giarre, decreto ingiuntivo da 220 mila euro per forniture idriche mai pagate

Per saldare forniture idriche rimaste insolute sono serviti un decreto ingiuntivo, una sentenza del Tar, la nomina di un commissario ad acta e, infine, uarriva il pagamento di circa 220 mila euro. Una vicenda che fotografa ancora una volta lo stato di sofferenza finanziaria del Comune di Giarre, costretto a pagare non soltanto quanto dovuto, ma anche le ulteriori spese generate dal contenzioso e dall’inerzia amministrativa.

La somma dovrà essere corrisposta alla società Garaffo e Scilio, che eroga parte della fornitura idrica al Comune. Un credito che, anziché essere definito nei tempi ordinari, ha seguito la strada più lunga e costosa: il ricorso alla giustizia amministrativa, la pronuncia del Tar e l’insediamento di un commissario ad acta incaricato di dare esecuzione al provvedimento.

Il risultato è un conto ancora più salato per le casse comunali. Ai 206 mila euro originari si aggiungono infatti le spese legali, gli oneri della procedura e i costi legati all’intervento commissariale. Denaro pubblico che avrebbe potuto essere risparmiato con una gestione tempestiva degli impegni assunti e delle fatture maturate.

La vicenda non rappresenta soltanto l’ennesimo debito da inserire nella già lunga lista delle criticità finanziarie dell’ente. È soprattutto il simbolo di un meccanismo ormai ricorrente: il Comune non paga, il creditore ricorre al giudice, arriva una sentenza, viene nominato un commissario e alla fine il conto ricade sui cittadini, inevitabilmente più pesante di quello iniziale.

E mentre i conti continuano a inabissarsi, il sindaco Leo Cantarella appare sorridente alle inaugurazioni delle attività commerciali, tra tagli di nastro, fotografie e strette di mano. Un’immagine istituzionale rassicurante che stride con quella proveniente dagli uffici finanziari, dove si accumulano decreti, sentenze, pignoramenti e debiti da onorare.

Nessuno mette in discussione l’importanza di sostenere chi investe e apre nuove attività in città. Ma amministrare non significa soltanto presenziare alle inaugurazioni. Significa soprattutto garantire che il Comune rispetti i propri obblighi, paghi i fornitori e impedisca che una fattura si trasformi, dopo anni di ritardi, in una procedura esecutiva aggravata da ulteriori costi.

Il debito da 220 mila euro è così l’ennesimo campanello d’allarme. Mentre davanti alle telecamere si sorride, dietro le quinte i numeri continuano a raccontare una storia molto meno allegra.

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