Francavilla di Sicilia sta attraversando una delle stagioni più complesse e delicate della sua storia recente -
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Francavilla di Sicilia sta attraversando una delle stagioni più complesse e delicate della sua storia recente

Francavilla di Sicilia sta attraversando una delle stagioni più complesse e delicate della sua storia recente

Mentre i centri vicini — da Moio Alcantara a Castiglione di Sicilia, fino a Randazzo — hanno ormai archiviato la fase del commissariamento, tornando a dotarsi di una guida politica e amministrativa pienamente legittimata dal voto popolare, Francavilla resta sospesa in una condizione di attesa e incertezza.

Il Comune, infatti, è entrato nella duplice gestione commissariale (Organismo Straordinario di Liquidazione e Commissario Straordinario) solo da poco tempo e dovrà affrontare ancora un lungo percorso prima di poter riconquistare una rappresentanza politica stabile.

Una condizione che non riguarda solo le istituzioni, ma anche la vita sociale e civile della comunità, oggi senza un’amministrazione scelta dai cittadini e con un orizzonte ancora indefinito.

La rete idrica e i disagi quotidiani

In questo scenario, la vicenda dell’acquedotto pubblico emerge come uno dei segnali più tangibili delle difficoltà avvertite dalla popolazione.

La criticità si trascina da anni e riguarda una rete idrica datata, già oggetto di diversi interventi, tra cui la recente sostituzione della pompa di adduzione del pozzo di contrada Bragaseggi, più volte interessato da lavori negli ultimi anni, ma ancora incapace di rispondere pienamente ai bisogni della comunità.

Lo dimostrano le frequenti perdite lungo la condotta idrica, che riversano acqua sulle strade – attualmente in tre punti del paese: via Regina Margherita, Piazza San Paolo e via Libertà – e causano inevitabili interruzioni del servizio nelle aree interessate.

Una situazione particolarmente critica, dunque, che va oltre il piano tecnico e amministrativo: incide direttamente sulla qualità della vita dei residenti, costretti a convivere con disservizi ricorrenti e con l’attesa di una soluzione strutturale definitiva.

L’acqua, bene essenziale per eccellenza, diventa così uno dei segnali più evidenti delle fragilità di un sistema che fatica a garantire servizi primari con continuità, alimentando tra i cittadini sfiducia, esasperazione e senso di abbandono.

Decoro urbano e immagine del paese

Agli occhi di chi arriva da fuori, la cura di alcune aree del paese rappresenta uno dei primi indicatori dell’attenzione riservata al territorio e alla cittadinanza.

Basta attraversare alcune vie del centro e delle zone più frequentate per notare segni di trascuratezza che rischiano di pesare sull’immagine complessiva del comune alcantarino.

Non si tratta soltanto di qualche rifiuto fuori posto o di singole situazioni di sciatteria: il problema appare presente in più punti del tessuto urbano e, proprio per questo, meriterebbe un’attenzione costante e coordinata.

Situazioni di degrado risultano visibili in diversi luoghi: rifiuti abbandonati, cestini stracolmi, sacchetti lasciati ai margini dei marciapiedi, bottiglie, cartacce, mozziconi di sigarette (tossici e altamente inquinanti) ed escrementi di cane possono rendere meno agevole e meno gradevole anche una semplice passeggiata.

Luoghi che dovrebbero essere spazi di socialità e aggregazione, come Villa Wojtyla, il Parco Madonna Gala, Piazza D’Aquino, Piazza Matteotti e il Giardino della Vita, appaiono oggi non pienamente valorizzati e rischiano di trasmettere un’immagine poco curata delle aree pubbliche destinate a famiglie, bambini, anziani e a chi cerca un momento di tranquillità all’aperto.

Da oltre dieci giorni, in via Regina Margherita, considerata il “salotto” del paese, una copiosa perdita d’acqua minaccia la nuova pavimentazione della passeggiata e contribuisce a restituire un’immagine di scarsa cura, già evidente nelle aiuole incolte.

Anche il patrimonio architettonico sembra risentirne: dalla Chiesa del Carmine, con la scalinata invasa dalle erbacce, fino alla fontana Vena.

Il rischio è che l’abitudine al degrado si trasformi in rassegnazione e che questa, a sua volta, indebolisca ulteriormente il senso civico che dovrebbe invece essere sostenuto da istituzioni presenti, servizi efficienti e interventi tempestivi.

Con l’estate già avviata e l’arrivo dei turisti, sarebbe quindi necessario prevedere un intervento straordinario per restituire al paese un livello adeguato di decoro.

Turismo e potenzialità inespresse

Presentarsi con queste criticità agli sguardi dei visitatori rischia di trasmettere un’immagine trasandata del paese, lontana da quella che una comunità ricca di storia e potenzialità potrebbe offrire.

Francavilla, infatti, avrebbe molto da proporre: una storia millenaria di origine greca, un museo archeologico di rilievo inserito nel Parco archeologico Naxos Taormina, il complesso del monastero dei Cappuccini, chiese, percorsi naturalistici e un articolato sistema fluviale formato dall’Alcantara, dal fiume San Paolo e dal torrente Zavianni.

Senza dimenticare la battaglia di Francavilla del 1719, un evento storico che meriterebbe di essere valorizzato, anche con il contributo di investitori privati.

La sfida della futura amministrazione

Le elezioni comunali sono ancora lontane: si svolgeranno probabilmente nella primavera del 2027 e oggi non è possibile sapere chi sarà chiamato a guidare il comune dell’Alcantara.

È però già chiaro che il prossimo sindaco si troverà davanti a un compito impegnativo, fatto di questioni complesse e urgenze non più rinviabili.

Servirà una guida capace di affrontare con concretezza i problemi accumulati nel tempo, ricostruendo progressivamente un rapporto di fiducia con la comunità e restituendo al paese una prospettiva amministrativa stabile ed efficiente.

In conclusione, Francavilla merita di tornare a guardare avanti con fiducia. Dietro le difficoltà di oggi resta una comunità che conserva storia, identità e risorse preziose, ma che ha bisogno di essere ascoltata, sostenuta e accompagnata verso una nuova stagione di cura e responsabilità. Solo così il paese potrà riconoscersi di nuovo nei propri luoghi e ritrovare il senso di appartenenza che ne ha sempre rappresentato la forza.

Luigi Lo Presti

 

 

 

 

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