Depuratore consortile di Mascali, il Consorzio diffida la Sie -
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Depuratore consortile di Mascali, il Consorzio diffida la Sie

Depuratore consortile di Mascali, il Consorzio diffida la Sie

Il Consorzio per il servizio di depurazione dei liquami tra i Comuni di Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia e Sant’Alfio ha inviato alla Sie Spa, gestore unico del Servizio Idrico Integrato, una diffida e formale messa in mora per la presa in carico dell’impianto di depurazione consortile di Mascali, nella frazione di Sant’Anna, chiedendo contestualmente il versamento delle quote arretrate o il risarcimento dei danni.

Nell’atto, sottoscritto dal presidente del Consorzio, avvocato Giovanni Spada, e dall’avvocato Lucio Fresta, viene contestato alla società il ‘perdurante, grave e ingiustificato ritardo’ nella presa in carico dell’impianto, nonostante i ripetuti solleciti già inoltrati nei mesi scorsi.

Secondo il Consorzio, la Sie, pur avendo già assunto la gestione del servizio idrico integrato e delle reti fognarie dei Comuni interessati, starebbe continuando a incassare i canoni di depurazione versati dagli utenti senza avere ancora assunto la gestione dell’impianto consortile, lasciando così a carico del Consorzio gli oneri economici necessari al funzionamento della struttura.

Con la diffida viene intimato alla società di procedere entro quindici giorni alla formale presa in carico dell’impianto e al pagamento delle somme relative ai costi di gestione sostenuti dal Consorzio, con l’avvertimento che, in caso contrario, saranno intraprese le opportune azioni giudiziarie e verrà richiesto all’Ati Catania di attivare le procedure previste dalla convenzione nei confronti del gestore.

Sulla vicenda interviene il sindaco di Riposto, Davide Vasta. “La diffida formalmente notificata dal Consorzio alla SIE rappresenta un atto necessario a tutela dei Comuni consorziati e dei cittadini che rappresentiamo – spiega il primo cittadino di Riposto -. Da troppo tempo il Consorzio continua a farsi carico degli oneri di gestione dell’impianto di depurazione di Mascali, mentre il gestore unico del Servizio Idrico Integrato incassa le relative tariffe senza avere ancora proceduto alla presa in carico dell’infrastruttura, nonostante gli obblighi previsti dalla convenzione sottoscritta con l’Ati Catania. Non si tratta di una contrapposizione pregiudiziale, ma della legittima richiesta di vedere rispettati gli impegni assunti e di garantire la sostenibilità economica di un servizio essenziale. La situazione attuale non è più tollerabile e rischia di scaricare sui Comuni e, quindi, sulle comunità locali, costi che non competono loro. Sono in gioco non soltanto gli equilibri finanziari degli enti coinvolti, ma anche la continuità di un servizio fondamentale e la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Confidiamo – conclude Vasta – che la Sie voglia adempiere ai propri obblighi, evitando ulteriori contenziosi e consentendo di riportare la vicenda nell’alveo di una normale e corretta gestione del servizio idrico integrato”.

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