Bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio: sequestrati beni per 6 milioni di euro. Misure cautelari per 4 persone VD -
Catania
16°

Bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio: sequestrati beni per 6 milioni di euro. Misure cautelari per 4 persone VD

Bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio: sequestrati beni per 6 milioni di euro. Misure cautelari per 4 persone VD

Nell’ambito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione ad una ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale etneo ha disposto, su richiesta della Procura, l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 4 persone ritenute, a vario titolo, gravemente indiziate dei reati di bancarotta fraudolenta e documentale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.

Con il medesimo provvedimento è stato inoltre disposto il sequestro di attività commerciali e disponibilità per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

Ferma restando la presunzione d’innocenza delle persone sottoposte a indagine, valevole ora e fino a condanna definitiva, le attività, eseguite da unità specializzate del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, videosorveglianza e tracciamento della posizione degli indagati, avrebbero fatto luce, a livello di gravità indiziaria, su di un sistema fraudolento perpetrato ai danni dello Stato, che sarebbe stato attuato da alcuni imprenditori di origine cinese con l’aiuto del commercialista catanese Natale Strano (classe 1957) e del figlio Salvatore (classe 1982), suo stretto collaboratore.

Le investigazioni hanno tratto origine dagli accertamenti svolti nei confronti della società ORIENTE WORLD S.r.l. e della ditta individuale CHEN CHUNHUA, operanti a Misterbianco e Catania nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti di vario genere, entrambe poste in liquidazione giudiziale a seguito degli elevati debiti maturati nei confronti dell’Erario per complessivi
10 milioni di euro.

Gli approfondimenti delle Fiamme Gialle etnee sulla situazione contabile e sulla gestione delle imprese coinvolte avrebbero permesso di riscontrare, allo stato degli atti e sulla base delle investigazioni svolte, un piano preordinato allo svuotamento delle due imprese fortemente indebitate a favore di altre realtà aziendali appositamente costituite per proseguire l’attività commerciale senza dover adempiere alle obbligazioni fiscali maturate in capo alle “old companies”.

In particolare, nel caso della ORIENTE WORLD Srl, sulla base degli indizi raccolti, risultava che sarebbe stato trasferito il ramo d’azienda, a un valore sensibilmente inferiore (€ 100.000, di cui solo € 30.000 effettivamente incassati) rispetto a quello di mercato (1,5 milioni di euro), a favore di una new company, la GC Srl, riconducibile al medesimo amministratore di fatto, individuato in LIN Fan (classe 1998). L’operazione avrebbe dunque consentito all’imprenditore cinese di proseguire l’attività economica sotto la nuova denominazione GC Srl senza gli ingenti debiti erariali, trasferendo alla nuova società solo la parte attiva della ORIENTE WORLD Srl ovvero l’avviamento aziendale, le attrezzature e le rimanenze di merci.

A distanza di breve tempo, come è risultato dalle indagini svolte, la stessa manovra di svuotamento sarebbe stata replicata con una diversa società, sempre riconducibile a LIN Fan, attraverso la stipula di un contratto di affitto di ramo d’azienda, per un canone di € 336.000 annui, da parte della GC Srl a favore della SIX 2.0 di Tang Chunzi Sas.

A chiusura del complesso disegno sarebbe stato poi attuato dall’imprenditore un ulteriore passaggio “di fatto” del ramo d’azienda, non accompagnato da atti formali di trasferimento, dalla SIX 2.0 alla G-Shop Srl (attualmente operativa nella sede in cui insistevano la ORIENTE WORLD Srl e le altre imprese nel tempo via via subentrate).

Parallelamente, le investigazioni relative alla ditta individuale CHEN CHUNHUA, gestita di fatto da LIN Fan, avrebbero permesso di individuare, a livello di gravità indiziaria, le reali cause che hanno portato alla liquidazione giudiziale, dovuta principalmente, secondo la ricostruzione accusatoria accolta dal Giudice, alla sistematica omissione del pagamento delle imposte accompagnata da una massiccia distrazione di merce per oltre 2,5 milioni di euro.

Nella ricostruzione delle condotte delittuose svolta sulla base delle indagini, rese ancor più complesse anche per la mancata consegna della documentazione contabile delle aziende coinvolte, sarebbe emerso, a livello di gravità indiziaria, il coinvolgimento del professionista Strano Natale e del figlio Strano Salvatore, quest’ultimo titolare all’interno dei medesimi uffici del padre commercialista di una società di elaborazione elettronica dei dati denominata “SERVIZI & SOLUZIONI DI IMPRESA Sas”.

Gli STRANO, infatti, sulla base della ricostruzione investigativa ritenuta dal Giudice supportata da gravi indizi, non soltanto avrebbero avuto consapevolezza delle ripetute condotte distrattive e fraudolente poste in essere da LIN Fan, con cui si interfacciavano ben conoscendo il suo ruolo di amministratore di fatto delle imprese coinvolte, ma avrebbero anche contribuito all’ideazione e alla realizzazione di tali condotte, fornendo – tramite una consulenza che avrebbe oltrepassato i limiti del mandato professionale – un apporto causale penalmente rilevante.

Alla luce degli elementi acquisiti dal Nucleo PEF etneo e su proposta della Procura, il G.I.P. ha quindi disposto l’applicazione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale nei confronti di Strano Natale e Salvatore nonché dall’esercizio dell’attività imprenditoriale a carico di LIN Fan e CHEN Chunhua, in quanto ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, dei reati di bancarotta fraudolenta (nelle forme “patrimoniale” e “documentale”), sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.

È stato inoltre ordinato il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità fino ad un ammontare di 900 mila euro nonché il sequestro “impeditivo” (ovvero finalizzato a impedire che le conseguenze dei reati commessi si aggravino) delle quote di 4 società e degli interi compendi aziendali di due ditte: tutte e sei le aziende saranno affidate a un amministratore giudiziario appositamente nominato.

Per una delle società coinvolte nell’attività di autoriciclaggio è infine previsto uno specifico capo di imputazione per responsabilità amministrativa degli enti, prevista del d.lgs. n. 231/2001.

Potrebbero interessarti anche