Avvelenamento da mandragora: migliorano le condizioni della coppia di Francavilla -
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Avvelenamento da mandragora: migliorano le condizioni della coppia di Francavilla

Avvelenamento da mandragora: migliorano le condizioni della coppia di Francavilla

La comunità francavillese è stata profondamente colpita e sconvolta dal grave caso di avvelenamento accidentale che ha coinvolto una coppia di coniugi molto conosciuti e rispettati nel paese.

L’episodio ha generato un clima di forte apprensione tra i cittadini, che si sono immediatamente uniti nel sostegno ai familiari, dimostrando grande solidarietà e partecipazione emotiva.

Lunedì scorso, marito e moglie, entrambi sessantatreenni, sono stati vittime di un’intossicazione causata dall’ingestione di foglie di mandragora, raccolte per errore dall’uomo durante un’escursione in montagna, successivamente cucinate e consumate la sera stessa.

I due, ignari del pericolo, hanno consumato il vegetale senza sapere che si trattasse di mandragora, ritrovandosi così improvvisamente in una situazione di grave rischio per la loro salute.

Questa pianta, altamente tossica, è spesso scambiata per una specie commestibile (borragine o altra specie vegetativa, come la bietola spontanea), il che ha reso l’incidente ancora più drammatico.

Dopo aver cenato, la coppia ha iniziato a manifestare i primi sintomi, tra cui vomito, vertigini e stato confusionale. Si sono recati autonomamente alla guardia medica del paese, portando un campione dell’erba raccolta.

Una volta confermato l’avvelenamento, è stato dato subito l’allarme.

La donna è stata subito ricoverata all’ospedale “Garibaldi-Nesima” di Catania, dove si trova attualmente, l’uomo è stato portato prima al “San Vincenzo” di Taormina e successivamente al Piemonte di Messina.

Un antidoto, la fisostigmina, un alcaloide estratto dai semi della Physostigma venenosum, una pianta rampicante, inviato da un presidio sanitario di Cefalù sotto la supervisione del Centro Antiveleni di Pavia, è stato somministrato rapidamente.

Stando agli aggiornamenti più recenti, lo stato clinico della coppia è in fase di miglioramento ed è sottoposto a un monitoraggio continuo da parte del personale sanitario.

Il paziente è stato estubato, anche se presenta ancora alcuni sintomi residui. La paziente, invece, ha un quadro clinico più severo, ed è tuttora sedata e intubata, necessitando di particolare attenzione. In ogni caso, entrambi sono considerati fuori pericolo.

Nelle ore successive all’evento, la cittadinanza ha manifestato concretamente il proprio supporto, contribuendo a consolidare un clima di solidarietà e vicinanza nei confronti della coppia e dei familiari.

Sui social network, la notizia ha suscitato una forte ondata di emozione e partecipazione da parte dei cittadini francavillesi. Numerosi sono stati i messaggi di sgomento e incredulità per quanto accaduto, con commenti che esprimono vicinanza e affetto nei confronti dei coniugi, attivi nelle attività religiose della parrocchia locale.

La Rete, dunque, si è trasformata in uno spazio positivo dove i sentimenti di paura, ma anche di fiducia e coraggio, trovano voce e si moltiplicano, diventando un vero abbraccio collettivo.

La mandragora, nota anche come mandragola, è una specie erbacea velenosa appartenente alla famiglia delle Solanacee, originaria dell’area mediterranea. Caratterizzata da un odore sgradevole, è storicamente considerata la più antica tra le piante ritenute “magiche” e, in passato, era attribuita a essa una valenza sacra in virtù delle presunte proprietà afrodisiache.

Nel Medioevo europeo, la radice biforcuta della mandragora, che ricorda la forma degli arti inferiori umani, veniva spesso rappresentata come una figura antropomorfa.

Nel corso dei secoli, uomini e donne hanno appreso direttamente sul campo a riconoscere le erbe spontanee commestibili da quelle dannose. Tale competenza è stata tramandata di generazione in generazione, insieme ai nomi come “caddedda”, “coscia di vecchia”, e altri ancora.

È fondamentale precisare che la raccolta delle erbe, destinate all’autoconsumo o alla commercializzazione, deve avvenire esclusivamente in aree salubri, distanti da strade ad alto traffico veicolare, ferrovie e zone notoriamente contaminate, come campi agricoli sottoposti a trattamenti chimici. Si raccomanda inoltre di raccogliere solamente specie botaniche di comprovata conoscenza.

Luigi Lo Presti

 

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