Sulla gestione del servizio idrico, che come già detto fa letteralmente acqua da tutte le parti, ha acceso i riflettori l’associazione Rigenerazione Giarre che nella sala meeting del Sicilia hotel spa ha promosso un incontro sul tema, moderato da Rosaria Caltabiano.
Il presidente dell’associazione, Dario Li Mura, ha evidenziato che il focus sulla gestione del servizio idrico si è reso necessario a seguito dei disservizi di cui si sono accorti tutti e dell’incapacità di trovare risposte immediate per gli interventi di manutenzione, mentre quando prima il servizio faceva ancora capo ai Comune il cittadino sapeva a chi rivolgersi.
Quanto sta accadendo fa seguito a una sentenza del Cga che ha stabilito la validità di una gara del 2005, indetta per individuare il socio privato della società mista che avrebbe assunto il ruolo di gestore unico dei servizio idrico nella provincia. Il Consiglio di amministrazione e l’Assemblea dei soci del Consorzio Ato Idrico Catania Acque aveva, infatti, deliberato per dichiarare nullo l’accordo sottoscritto nel 2006 con la società Sie (Servizi idrici etnei) ma il Cga, come detto, ha disposto l’annullamento delle delibere.
Forte la testimonianza di due primi cittadini durante l’incontro: il sindaco di Piedimonte etneo, Ignazio Puglisi, ha affermato che la politica deve riappropriarsi del suo ruolo di guida e ha proposto di registrare le varie criticità nell’erogazione del servizio, sul modello
di Scordia, dove pure nei patronati sono distribuiti moduli per la raccolta di segnalazioni. Ha poi portato l’esempio di un finanziamento Pnrr di 18milioni riguardante l’efficientamento della rete idrica nella zona del calatino, ma la Sie non ha ancora presentato il progetto. Secondo Puglisi è stata consegnata la gestione del servizio idrico a un soggetto che pensa solo a lucrare per questo è necessaria una mobilitazione dei cittadini per giungere alla risoluzione del contratto per inadempimento con la Sie.
Anche il sindaco Davide Vasta ha confermato che l’obiettivo della Sie è massimizzare le entrate per farne profitto: “Una società che si appresta a gestire 58 Comuni – ha detto – non può non avere struttura organizzativa. A Riposto interi condomini restano senza acqua, fin quando la gestione era comunale riuscivamo con una squadra incaricata a intervenire entro 24 ore, adesso, con la gestione della Sie, si riesce a intervenire entro 72 ore: con la stessa squadra intervengono in più comuni”. Anche secondo Vasta bisogna pensare a una risoluzione in danno per inadempienza con la Sie.
Ha portato poi la sua esperienza Diego Di Gloria già presidente di Acoset. Acoset è un gestore uscente del servizio idrico nella provincia di Catania. Di Gloria, in base alla sua esperienza, ha confermato che la Sie non ha struttura tecnica per gestire il servizio.
Alfredo Foti, consigliere d’amministrazione del depuratore consortile di Sant’Anna di Mascali, ha poi riferito che occorre attendere che la Sie realizzi il nuovo depuratore: vincendo la gara ha vinto possibilità e l’obbligo di realizzare il depuratore di 70milioni di euro, ma tutto è fermo e la Sie non ha preso in carico alcun impianto.
La rassegna di interventi è stata conclusa da Rudy Grasso, il quale, ha citato il compianto giurista Aldo Sandulli secondo cui “la gestione pubblica dei servizi idrici non costituirebbe la panacea di tutti i mali. Le disfunzioni che affliggono le reti e i servizi idrici sono tante e gravi, le infiltrazioni di malaffare vi sono anche nei governi locali per cui la scelta del pubblico non costituisce di per sé una garanzia”. Tuttavia, secondo Sandulli “Bisognerebbe, semmai, concentrare l’attenzione sulle modalità attraverso cui migliorare la gestione pubblica del servizio. Lavorare per migliorare quel che già c’è, anzichè vagheggiare scenari da sogno”.







