La storia (infinita) dei bambini della scuola di via Napoli (vedi nostro precedente servizio, ndr), già segnata da numerosi eventi e difficoltà, ha registrato un nuovo sviluppo in occasione del Consiglio comunale del 10 marzo.
Durante la seduta si è infatti verificata una protesta di grande impatto, che ha visto protagonisti sia i genitori dei bambini che i loro rappresentanti d’istituto.
L’episodio non costituisce un evento isolato, ma rappresenta la naturale evoluzione di quanto verificatosi il giorno precedente, quando le famiglie hanno manifestato davanti al Comune chiedendo soluzioni rapide riguardo agli 80 bambini “sfrattati” dalla scuola di via Napoli, al fine di permettere la prosecuzione dei “lavori di ristrutturazione e rispettare il cronoprogramma previsto”.
Il sindaco Enzo Pulizzi era assente durante la manifestazione dei genitori per impegni personali; gli organizzatori, però, hanno sottolineato che sarebbe stato preferibile un atteggiamento più aperto e una maggiore disponibilità all’ascolto da parte dell’Amministrazione comunale.
Da qui, poi, la decisone di molte famiglie di presenziare alla sessione del Consiglio comunale, portando con sé anche i figli, al fine di sollecitare una responsabilità condivisa nella risoluzione della problematica, “perché l’interesse verso i bambini riguarda l’intera comunità, indipendentemente dalle posizioni politiche”.
Ma procediamo passo dopo passo per spiegare ciò che è accaduto.
Il Civico Consesso iniziato intorno alle 18:00, ha discusso vari argomenti, tra cui il futuro del Poliambulatorio di Francavilla. La questione, oggetto di numerosi dibattiti nel corso del tempo, è stata recentemente posta all’attenzione pubblica tramite una petizione promossa dalla consigliera di opposizione Laura Vaccaro, rappresentante del gruppo “La Rinascita”.
La consigliera ha dichiarato che il suo gruppo continuerà a sostenere la causa fino all’inizio dei lavori di riammodernamento del Poliambulatorio e finché la comunità locale non potrà usufruire di strutture sanitarie adeguate, come le Case di Comunità.
Ha sottolineato che i cittadini non sono “di serie B” e che le numerose firme raccolte (circa un migliaio) avranno un impatto concreto, non resteranno solo sulla carta.
Sulla stessa posizione si è espresso Lino Monea, consigliere appartenente al gruppo di minoranza “Scriviamo Insieme il Futuro”, che ha invitato il sindaco a farsi promotore di un incontro, da tenersi insieme ai capigruppo consiliari, con il direttore generale dell’Asp di Messina, al fine di poter ascoltare direttamente, dalla sua voce, le intenzioni e le prospettive dell’Azienda sanitaria.
Il sindaco ha manifestato la sua disponibilità a incontrare i vertici dell’Azienda sanitaria di Messina, ma ha anche contestato il criterio utilizzato per la realizzazione delle Case di Comunità, giudicandolo «…privo di una logica».
Riguardo alla CdC di Santa Domenica Vittoria, non ha sollevato obiezioni, ma si è interrogato sull’effettivo utilizzo e sui contenuti che verranno dati a quella struttura.
In seguito, il consigliere di maggioranza Gianfranco D’Aprile ha chiesto chiarimenti su diversi progetti: Rigenerazione Verde (finanziamento di 50 mila euro) per sapere se le procedure siano già state avviate; lavori Enel nel territorio comunale; Democrazia Partecipata 2023/2024 (interventi previsti al Cimitero e in via dei Mulini) e fondi Fosmit (“Gurne” e campo sportivo).
Durante l’avanzamento dei lavori dell’Assemblea, la sala si è progressivamente riempita di genitori accompagnati dai loro figli. Monea ha proposto alla presidente del Consiglio, la dott.ssa Melania Silvestro, di concedere una pausa e dare la parola ai rappresentanti dei genitori, in particolare a Elenia Spinello e Antonino Raspa, in merito alla questione della scuola di via Napoli.
La Silvestro ha respinto la richiesta perché non conforme al regolamento, spiegando di aver provato senza successo a contattare un rappresentante per valutare una seduta aperta. Ha inoltre precisato che la questione «…non risulta essere all’ordine del giorno» e che l’intervento dei rappresentanti sarebbe stato possibile solamente al termine dei lavori del Consiglio.
Il diniego ha subito generato il caos in aula: i genitori hanno urlato ripetutamente «Vergogna! Vergogna!». Gli agenti della polizia municipale sono intervenuti rapidamente, ma si è dovuto sospendere la seduta per oltre un’ora per cercare di riportare la calma tra i presenti ed evitare ulteriori complicazioni.
Subito dopo si è aperto un confronto serrato tra il sindaco, i genitori e i loro rappresentanti per trovare una soluzione di emergenza per le quattro classi della scuola dell’Infanzia, poiché “i tempi inizialmente previsti per il completamento del nuovo plesso scolastico di Piazza Pirandello non potranno essere rispettati a causa di sopravvenuti motivi di natura burocratica”.
Sono state valutate varie soluzioni, tra cui l’installazione di container modulari da utilizzare come scuola. Tuttavia, alla fine il sindaco, dopo aver ascoltato le famiglie, ha proposto di trasferire temporaneamente gli alunni nei locali dell’ex Opera Pia, già impiegati per diverse attività, previa verifica da parte del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Il sopralluogo si è svolto mercoledì 11 marzo; secondo quanto riportato dai rappresentanti dei genitori, il tecnico avrebbe fornito indicazioni sulle migliorie da apportare all’edificio al fine di rendere possibile il trasferimento dei bambini.
Tuttavia, saranno necessari ulteriori controlli nei prossimi giorni. Inoltre, per quanto riguarda la scuola di via Napoli, pare che sia stato raggiunto un accordo con l’impresa costruttrice per sospendere temporaneamente i lavori nei settori frequentati dagli alunni e negli orari di ingresso e uscita dei bambini, consentendo così il rientro a scuola.
Luigi Lo Presti
Nella foto, il Comune di Francavilla e, nel riquadro, l’ingresso dell’ex Opera Pia







