“Gallione, fratello mio, tutti aspiriamo alla felicità, ma, quanto a conoscerne la via, brancoliamo nelle tenebre”.
Nel trattato “De vita beata” dedicato a suo fratello Lucio Giunio Gallione, Seneca critica l’epicureismo e afferma che la vera felicità non si trova nel piacere, ma nella virtù. Secondo il filosofo, essere saggi significa agire seguendo la propria natura invece di andare contro di essa. Per Seneca, quindi, la virtù è fondamentale per vivere felicemente.
E allora, non si può forse definire virtuosa la persona che, grazie alle proprie esperienze di vita, trasforma le avversità e le delusioni in opportunità di crescita personale e riflessione interiore?
Come può esserlo la storia di un amore non corrisposto che, pur non evolvendo, si trasforma in simbolo di maturazione individuale e di profonda riscoperta di sé.
In questo processo, il dolore diventa strumento di conoscenza, e la sofferenza si tramuta in una possibilità di elevazione morale.
In linea con l’insegnamento di Seneca, tali esperienze rafforzano l’animo e contribuiscono a consolidare la virtù, fondamento imprescindibile di ogni autentica felicità.
È a questa dimensione, sia filosofica che sociologica, che conduce il libro “Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto”, opera prima di Maria Musso.
Il romanzo offre una narrazione articolata e intensa, approfondendo tematiche quali i legami affettivi irrisolti, le dipendenze emotive e le forme d’amore invisibili destinate a persistere nel tempo, come delle cicatrici.
L’opera, prodotta in autopubblicazione, si concentra su ciò che rimane quando una relazione non ha avuto né un vero inizio né una fine definita, continuando a vivere nei ricordi e nelle emozioni.
Maria Musso, chiamata affettuosamente Mariella da amici e colleghi, è originaria di Francavilla di Sicilia, psicologa, docente di discipline musicali e coreutiche, giornalista, esperta di psicologia dei sentimenti e delle dinamiche emotive meno visibili. Con questo libro segna un debutto narrativo autentico e audace, distinguendosi con uno stile profondo e personale che coglie le fragilità emotive della nostra epoca, trasformandole in una storia dal valore universale.
Il titolo presenta una contraddizione apparente che costituisce l’elemento centrale della narrazione: l’interazione tra assenza e presenza si manifesta attraverso un legame tanto invisibile quanto significativo. Tra i protagonisti si genera uno spazio vuoto che viene colmato da emozioni, ricordi e aspirazioni non esplicitate.
Il titolo suggerisce che l’amore, anche quando sembra svanire o non lasciar tracce visibili, riesce comunque a permeare ogni cosa, trasformando il nulla in un tutto assoluto.
La presentazione ufficiale della pubblicazione ha avuto luogo martedì 13 gennaio presso la Sala della Biblioteca di Palazzo Cagnone a Francavilla di Sicilia, alla presenza di un pubblico numeroso composto in gran parte da studenti.
L’evento, patrocinato dal Comune dell’Alcantara, è stato organizzato dalla sezione locale della Fidapa BPW Italy, presieduta dall’avvocato Rosanna Pafumi, che ha condotto e moderato l’incontro.
Il volume si avvale della prefazione del professor Francesco Pira, docente associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Messina, oltre che saggista e giornalista.
Nel suo intervento, Pira ho esaminato l’opera con autorevolezza, inserendo i temi emotivi trattati dalla Musso nel contesto delle attuali dinamiche relazionali e comunicative, proponendo così una nuova profondità interpretativa al romanzo. Per il docente il libro offre un ritratto lucido della società contemporanea, evidenziandone aspetti inquietanti e criticità legate alle dinamiche affettive fondamentali per l’essere umano.
«Viviamo nell’era dell’iperconnessione – ha osservato il relatore – in cui persino le forme più autentiche d’amore faticano a trovare stabilità. Nel mondo digitale è complesso distinguere tra relazioni reali e virtuali, che spesso si rivelano superficiali e incapaci di creare legami profondi».
«Questa tendenza – ha aggiunto – continua a crescere: l’opera dimostra che la connessione online non garantisce rapporti veri, ma può accentuare l’isolamento. Sui social network si può interagire con migliaia di persone senza instaurare relazioni significative.
”Ghost Love” si inserisce in questa frattura sociale, come suggerisce il sottotitolo: non si limita a narrare una storia d’amore incompiuta, bensì restituisce una fotografia nitida del nostro tempo, mettendo in scena un paradosso profondamente contemporaneo: l’ipersensibilità che si tramuta in invisibilità dell’amore, la sua presenza evanescente e la sofferenza generata da sentimenti indefiniti e talvolta devastanti.
Nel racconto emerge anche il tema del silenzio, proposto dall’autrice come un silenzio non solo narrativo ma esistenziale, una sospensione relazionale che non provoca né danno né beneficio, nel cui vuoto si inserisce l’incontro con Luca, figura simbolica che incarna un modello relazionale tipico dei nostri giorni: attraente, elusivo e incapace di assumersi pienamente la responsabilità emotiva.
Con precisione – ha concluso Pira – il libro indaga l’innamoramento verso un’assenza e descrive nuove modalità di relazione ormai comuni: rapporti sospesi, legami irrisolti e amori mai iniziati, ma sempre presenti nella mente».
Nel suo intervento, Maria Musso ha spiegato che “Ghost Love” nasce dalla domanda su come un amore incompiuto possa segnare profondamente la vita. Ha sottolineato che la rinascita personale è centrale: l’autostima si costruisce con il tempo, accettando le proprie fragilità e valorizzandosi, senza perdersi nell’amore. Il libro invita a riscoprire sé stessi e la propria libertà emotiva.
Attraverso domande puntuali e rispettose, la docente Maria Camuglia ha messo in luce, dialogando con l’autrice, i temi centrali del romanzo: l’amore non risolto, l’attesa, la dipendenza emotiva e la rinascita.
Musso, in qualità di scrittrice e insegnante, ha rivolto ai giovani un messaggio significativo e attuale.
Rispondendo a una domanda sul suo rapporto con gli adolescenti, ha sottolineato quanto siano fondamentali l’educazione emotiva e la consapevolezza di sé: « La vera forza sta nel rispetto di sé, nella consapevolezza dei propri diritti emotivi e nella capacità di chiedere aiuto quando serve».
Il giornalista e scrittore Domenico Interdonato, Presidente emerito dei giornalisti Cattolici – UCSI Sezione Sicilia, ha posto l’accento sul coraggio insito nella scrittura, sulla responsabilità di raccontare e sulla forza di una narrazione capace di esprimere anche l’indicibile, senza mai scadere nel sensazionalismo. Ha sottolineato come “Ghost Love” sia in grado di coinvolgere lettori di età ed esperienze differenti.
Interdonato ha rimarcato che la scrittura di un libro richiede determinazione, desiderio di comunicare e volontà di mettersi in gioco, qualità che Maria Musso ha dimostrato appieno nella realizzazione della sua opera.
La scelta di pubblicare autonomamente il libro è stata coraggiosa, conferendo al progetto ampia autonomia e libertà. L’opera ha già ottenuto riconoscimenti sul web, riscuotendo interesse tra i lettori, e il successo conseguito è testimonianza del valore del lavoro svolto.
In conclusione, Interdonato ha rivolto i propri complimenti all’autrice e alla comunità francavillese per l’accoglienza ricevuta, sottolineando l’importanza di sostenere realtà culturali di valore e di promuovere opere che arricchiscono il panorama letterario italiano.
Il debutto pubblico di “Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto” inaugura un percorso che continuerà con nuovi eventi, tra cui l’incontro previsto il 3 febbraio a Giardini Naxos.
Luigi Lo Presti












