Bambino picchiato col cucchiaio di legno: disposto il divieto di avvicinamento per i genitori -
Catania
16°

Bambino picchiato col cucchiaio di legno: disposto il divieto di avvicinamento per i genitori

Bambino picchiato col cucchiaio di legno: disposto il divieto di avvicinamento per i genitori

Nelle giornate del 12 e del 13 gennaio scorsi, su delega della Procura, personale della locale Squadra Mobile ha dato esecuzione alla misura cautelare personale del divieto di avvicinamento, emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo, a carico di una coppia, un uomo e una donna, per l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati in concorso ai danni del figlio, un bambino di 11 anni.

Ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati, valevole fino alla eventuale condanna definitiva, le sopra riportate misure cautelari personali hanno tratto origine dalle indagini, avviate il 3 gennaio, a seguito di una segnalazione di un video, pubblicato sulla piattaforma social Tik-Tok, divenuto virale, corredato da audio, contenente gravissimi maltrattamenti, fisici e psicologici, consistenti in percosse con un cucchiaio di legno ed umiliazioni verbali ad opera di un uomo ai danni di un bambino, in presenza, tra gli altri, di altre due minori in tenera età.

Già in esito alle prime indagini questa Procura della Repubblica, aveva emesso decreto di fermo di indiziato di delitto a carico del padre, che sulla base delle dichiarazioni della piccola vittima era stato indicato quale unico autore dei maltrattamenti.

A seguito della scarcerazione dello stesso – non essendo stata riconosciuta dal GIP la gravità indiziaria per il delitto di maltrattamenti – sono proseguite le attività investigative.

Dalle testimonianze dei prossimi congiunti è emerso un quadro indiziario di sistematica sottoposizione del minore a maltrattamenti da parte di entrambi i genitori tale da integrare, come riconosciuto dal Giudice, il reato di maltrattamenti. Ed è emerso, sempre a livello di gravità indiziaria, in particolare, che la madre – anche in modo autonomo rispetto al padre – avrebbe in più occasioni colpito il piccolo con un cucchiaio di legno e che la stessa sarebbe l’autrice del filmato da cui erano partite le indagini. Mentre nella sua audizione il minore aveva dichiarato che ad effettuare le riprese era stata la sorellina.

Le indagini invece – nel delineare un quadro indiziario grave a carico dei due indagati quali autori delle condotte di maltrattamento – restituivano un quadro indiziario di violenze ripetute che hanno provocato sul corpo del minore, in più circostanze, lividi e segni di violenza. Il ripetersi nel tempo degli eventi, la gravità dei fatti e il pericolo concreto che potesse compromettersi la genuina acquisizione della prova hanno indotto l’ufficio a richiedere la custodia cautelare in carcere.

Grazie anche alle indagini eseguite da personale della specializzata Sezione III “Reati contro la persona, in pregiudizio di minori e reati sessuali si é ricostruito a livello indiziario come il padre avrebbe reiteratamente umiliato il minore con l’uso di espressioni offensive. E ciò in aggiunta a quanto documentato nel video da cui si evince la violenza sul minore, colpito con particolare foga e continuità, con un cucchiaio di legno e indotto a rispondere alla domanda “chi sono io?” “sei il mio padrone”, alla presenza delle altre tre figlie minori, mentre la madre ne sosteneva l’azione, filmando l’evento così da mostrarglielo ogni volta che avrebbe non osservato le regole imposte.

Nel medesimo contesto investigativo sono stati delineati – sulla base degli indizi raccolti – ulteriori drammatici episodi in cui il padre, per banali monellerie (come essere salito su un banco di scuola o avere fatto piangere una delle sorelline), avrebbe picchiato la piccola vittima e l’avrebbe rinchiusa a chiave in uno sgabuzzino. Analogamente sarebbero emersi rimproveri e schiaffi ai danni delJe tre figlie della coppia, di 8, 7 e 4 anni.

La Procura – avendo chiesto la custodia in carcere di entrambi gli indagati – e non il meno grave divieto di avvicinamento alla vittima disposto dal Giudice – nelle prossime ore provvederà a valutare l’impugnazione del provvedimento del GIP.

Potrebbero interessarti anche