A Zafferana Etnea è iniziata la terza stagione del “Caffè Letterario”, brillante valore culturale del territorio che opera nel ruolo di catalizzatore di idee, dibattiti e movimenti artistici e funge da luogo di incontro, mantenendo vivo lo spirito della preparazione alla cultura nella comunità offrendo ispirazione e connessione sociale. Il tutto organizzato e curato dalla dott.ssa Graziella Torrisi, con la partecipazione del Lions Club Zafferana Etnea, presieduto da Giusy Di Leo. Il primo incontro letterario è arrivato con la presentazione del libro “Il Liberty nella Sicilia dei Florio – La cultura architettonica siciliana tra Ottocento e Novecento nel mondo aristocratico e borghese”, con gli autori Francesco Melia e Gaetano Palazzolo intervistate da Andrea Cerra. Ha moderato l’incontro Enza Cutuli, socia fondatrice del Lions di Zafferana Etnea.
Lo svolgimento della serata ha messo in risalto la cultura architettonica siciliana tra Ottocento e Novecento nel mondo palermitano aristocratico e borghese. Come sottolineato nel corso dell’incontro, “l’espressione della cultura architettonica a Palermo tra ‘800 e ‘900 è un periodo di transizione e di grande fermento, denominato dall’eclettismo e dal revival neogotico, soprattutto grazie alla famiglia Florio e ad Ernesto Basile, architetto di fama internazionale, maestro del liberty e del modernismo, noto per aver completato il teatro Massimo a Palermo, e per altre opere come Villa Igea, Villa Florio, e Palazzo Montecitorio a Roma”. Ha lasciato la sua impronta indelebile a Palermo, realizzando numerose ville, arredi e spazi urbani, che convivono con l’ascesa del liberty stile floreale e il fiorire di teatri monumentali, seguendo lo sviluppo della nuova architettura nella bella e aristocratica città palermitana con l’assetto di una nuova urbanistica, che inizia nel 1900. L’intera residenza nobiliare rivelava gli interessi culturali dei padroni di casa, attraverso la presenza di reperti archeologici e arti applicate, provando una solida e sofisticata base culturale che caratterizzava l’identità del tempo.
La Famiglia Florio, potente dinastia aristocratica di Palermo, fu una forza trainante del Liberty siciliano, commissionando capolavori come il Villino Florio (arredato con una mobilia creata ad personam che testimoniava la volontà a dar vita ad una scena teatrale unica ed esclusiva). L’opera di Ernesto Basile è stato simbolo tangente dell’opulenza e del gusto per l’Art Nouveau italiana, che fondeva elementi nordici, neogotici e barocchi, trasformando Palermo in una capitale del nuovo stile. Incarnava una estetica che rifletteva lo status e il lusso della Bella Epoque, influenzando profondamente il tessuto urbano e sociale della città.
Il prof. Melia, parlando di arte, ha approfondito i suoi studi ed ha fatto apprezzare le sue ricerche scientifiche svolte nel periodo in cui la famiglia Florio rese più che mai attiva, moderna e avanguardista la Sicilia occidentale e le isole Egadi, dandone un fortissimo impulso economico e sociale. E tutto questo si legge nel saggio “Il Liberty nella Sicilia dei Florio”.
Nel contempo, nella Sicilia Orientale, il pittore Giuseppe Sciuti lavorava senza sosta nelle abitazioni signorili e nobiliari, nelle chiese ed edifici pubblici, lasciando degli affreschi e magnifiche scenografie, opere che a tutt’oggi regalano forti emozioni cognitive ai visitatori.
Anna Fichera











