Dopo la chiusura transitoria delle fontanelle pubbliche cittadine per “l’inciviltà dei cittadini”, il sindaco di Riposto Davide Vasta ha emanato una ordinanza con la quale ha disposto il “divieto di gioco al pallone in tutte le sue forme su piazze e slarghi del territorio comunale ripostese”. Un provvedimento che non ha precedenti a Riposto e che trae spunto dalle “molteplici segnalazioni di cittadini circa la diffusa pratica di utilizzare i luoghi del territorio per giochi con il pallone, in particolare all’interno delle zone a traffico limitato, come le piazze Scarcella e Vagliasindi, nel borgo marinaro di Torre Archirafi e in altri siti cittadini.
“I giochi con il pallone – si legge nell’ordinanza – determinano, tra l’altro, pericoli per l’incolumità e la sicurezza delle persone e/o per l’integrità del patrimonio pubblico e privato ed arrecano, con schiamazzi e urla, disturbo alla quiete e al pubblico decoro. Le condotte rappresentano un pregiudizio per i diritti fondamentali altrui, impedendo l’utilizzo libero e tranquillo di spazi ed aree pubbliche, nonché il riposo delle persone”.
Sono esclusi dal dispositivo sindacale i giochi effettuati dai bambini, accompagnati dai genitori o a coloro che su di essi esercitano la vigilanza, tramite utilizzo di un pallone che per peso e consistenza sia oggettivamente inoffensivo e inidoneo a produrre danni a persone o cose. Le violazioni dell’ordinanza sono punite con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, con l’applicazione della sanzione amministrativa da 25 a 500 euro”.
Il sindaco Vasta, oggi pomeriggio, anticipato dai media, ha inviato una nota, poi corretta e rivista, con cui annuncia che a “Torre Archirafi sono in corso i lavori di sistemazione del campetto adiacente la colonia felina. Abbiamo ripulito l’area dalle erbacce, stiamo ripristinando l’illuminazione, come ci avevano chiesto i ragazzi, stiamo collocando anche una rete per evitare che i palloni finiscano per strada, costituendo un pericolo per chi gioca”
Immediate le reazioni politiche dell’opposizione.
“Un’ordinanza in pieno stile “Scateno” (Cateno De Luca ndR), che – osserva il consigliere di minoranza Claudia D’Aita – piace a chi pensa che il Sindaco debba fare il podestà che sbraita e proibisce. A fronte della legittima esigenza di tutelare la tranquillità e la sicurezza delle persone, vi è il diritto al gioco, garantito dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.
Occorreva valutare bene ed invece a fine stagione, quando le piazze si stanno già spopolando, si fa un provvedimento punitivo astruso e inutile. Sarebbe giusto, questa è appunto la nostra proposta, programmare un inverno ricco di interventi sul territorio a favore dei minori, ai quali vanno restituiti gli spazi della socialità e dello sport, e solo dopo per la prossima stagione regolamentare l’accesso nelle piazze, magari prevedendo degli orari, oltre che dei luoghi, dedicati proprio alla libertà di gioco. Gli enti pubblici devono incoraggiare l’organizzazione di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, se capaci devono risolvere i problemi, non crearli con continui provvedimenti amministrativi. Piazza Scarcella fu espropriata dal Comune per dare un luogo di aggregazione alla comunità e ora si vieta ai bambini di giocarvici?
Cosa ne pensa l’assessore allo Sport Carmelo D’Urso, visto che siamo in tema? E i soldi del campo comunale “Averna” dove sono finiti?”
Sulla stessa linea la consigliera di minoranza Mariella Di Guardo.
“L’ordinanza sindacale avente come oggetto il “divieto gioco del pallone in tutte le sue forme e’ manifestamente contraddittoria; basta leggere il titolo ed il contenuto di essa ed anche i vari capoversi. Nel titolo – osserva la consigliera Di Guardo – si vieta il gioco del pallone “ in tutte le sue forme”e poi si esclude dal divieto ivi contenuto, il gioco effettuato “tramite utilizzo di un pallone che per “peso e consistenza “ sia inoffensivo ed inidoneo a produrre danni a persone o cose.
Ma se è solo una questione di “ peso e consistenza” perché il sindaco, tra le motivazioni addotte a sostegno della sua decisione, cita le segnalazioni dei cittadini, schiamazzi ed urla, disturbo alla quiete e pubblico decoro, pregiudizio per i diritti fondamentali altrui, il libero e tranquillo utilizzo di spazi e verde pubblico, riposo delle persone, convivenza civile, miglioramento della vivibilità, ordinata e serena frequentazione di spazi pubblici.
Mi chiedo quindi: ma è una questione di peso o di sostanza? Mi sembra, piuttosto – conclude la Di Guardo – un atto autoritativo simile per motivazione alla chiusura delle fontane per “inciviltà”. Speriamo che il filone si esaurisca presto”.
LE SPIEGAZIONI DEL SINDACO VASTA





